Potenza: “partiremo con le assunzioni di 263 Infermieri di Famiglia per una cura più vicina alle persone”. I dettagli

«L’infermiere di famiglia e di comunità sarà una figura di connessione tra i cittadini, le famiglie, i servizi sanitari e la rete sociale.

Il suo compito non sarà soltanto quello di occuparsi della malattia, ma di prendere in carico la persona nella complessità dei suoi bisogni».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, intervenendo oggi al Giubileo Hotel di Rifreddo di Pignola alla seconda giornata di apertura del corso, dedicata ai partecipanti dell’area potentina.

Ha proseguito Latronico:

«Gli infermieri sono già professionisti qualificati, ma questa nuova funzione richiede anche capacità di relazione, attitudine al lavoro di squadra e disponibilità al confronto con le altre competenze.

La multidisciplinarità è ormai indispensabile, perché nessuno può affrontare da solo problemi sempre più complessi.

Una persona può presentare contemporaneamente bisogni sanitari, sociali e assistenziali: servono professionisti capaci di ascoltarla, orientarla e costruire intorno a lei una risposta integrata».

Latronico ha posto l’accento sul tema dell’appropriatezza:

«Una rete territoriale capace di intercettare e orientare correttamente la domanda può evitare prestazioni, accessi ospedalieri e ricoveri non necessari.

Una parte rilevante della domanda che oggi grava sul sistema potrebbe trovare risposte più adeguate attraverso la medicina di prossimità.

In questo modo tuteliamo meglio le persone, riduciamo le difficoltà per le famiglie e rendiamo più sostenibile il servizio sanitario».

Ha aggiunto l’assessore:

«Le Case della comunità, gli Ospedali di comunità e le Centrali operative territoriali devono diventare presìdi vivi, capaci di vigilare sistematicamente sui bisogni in entrata e di accompagnare i pazienti dopo le dimissioni.

Gli Infermieri di Famiglia e di Comunità saranno le sentinelle di questa rete, con un ruolo decisivo nella presa in carico delle persone anziane, fragili e con più patologie, favorendo l’assistenza domiciliare ed evitando che gli ospedali diventino l’unica risposta possibile».

Un ruolo centrale sarà svolto anche dalle nuove tecnologie.

«Televisite, teleconsulto e telemonitoraggio sono già una realtà e possono consentire di assistere e controllare i pazienti a distanza», ha sottolineato Latronico.

«In una regione di quasi diecimila chilometri quadrati, con una popolazione distribuita in 131 comuni e un territorio orograficamente complesso, le reti digitali possono avvicinare concretamente i servizi alle persone.

La tecnologia, però, deve camminare insieme all’umanità: saper ascoltare, rassicurare e offrire un punto di riferimento resta la prima forma di cura».

«Stiamo investendo su 500 professionisti che dovranno abitare questa nuova rete territoriale con competenza, capacità organizzativa e sensibilità umana.

Si partirà con l’assunzione di 263 Infermieri di Famiglia e di Comunità, per poi completare progressivamente il percorso fino a raggiungere tutte le 500 unità», ha concluso Latronico.

«La sfida è costruire una sanità presente nei nostri paesi e nelle nostre contrade, capace di prendersi cura delle persone ovunque abbiano scelto di vivere.

È così che la Basilicata può diventare davvero la regione della cura».