“Radicate in Basilicata organizzazioni criminali mafiose: servono uomini e mezzi per contrastarle”! La richiesta

Affermano i consiglieri regionali del Movimento cinque stelle, Gianni Leggieri, Gianni Perrino e Carmela Carlucci:

“Siamo molto orgogliosi e soddisfatti della piena convergenza del mondo politico-sociale lucano sulla nostra richiesta rivolta al presidente Bardi, tramite mozione presentata durante l’ultima seduta del Consiglio regionale, con la quale abbiamo chiesto di mettere in campo tutte le azioni volte a sensibilizzare il Ministero dell’Interno e a chiedere alla ministra Lamorgese l’istituzione in Basilicata della DIA (Direzione Investigativa Antimafia).

Abbiamo sottolineato come le indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, comprese quelle recentissime concernenti il clan Riviezzi di Pignola (Pz), coinvolto nell’operazione denominata ‘Iceberg’, hanno rilevato la presenza e l’attività di organizzazioni criminali sul territorio della Basilicata.

Nel corso della conferenza stampa, a seguito dell’operazione ‘Iceberg’ il procuratore di Potenza, Francesco Curcio, ha evidenziato che:

lo Stato deve capire che il problema, in riferimento ad agguerrite organizzazioni criminali, esiste; se non si prende atto di questo è difficile riuscire a risolverlo.

Serve un potenziamento di uomini e mezzi per poter essere all’altezza della sfida’.

Con tali dichiarazioni il Procuratore ha voluto porre all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica che sarebbe opportuno attivare nella nostra regione una sede della DiA (Direzione Investigativa Antimafia).

Nell’ultima Relazione del Ministero dell’Interno, in merito all’attività svolta e ai risultati conseguiti dalla DIA si rileva, tra le altre cose, che:

‘Gli esiti info-investigativi confermano il radicamento in Basilicata di organizzazioni criminali anche di tipo mafioso connotate sia da una tradizionale impostazione gerarchica, con gruppi armati pronti a usare la violenza per mantenere il controllo del territorio, sia dall’inclinazione, tipica delle mafie imprenditorialmente più evolute, all’infiltrazione nell’economia legale ed al riciclaggio in grado di interagire con quella parte compiacente dell’imprenditoria e della politica locale.

I dati relativi all’aumento dei procedimenti penali connessi ai fenomeni di criminalità organizzata erano già stati divulgati in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario 2020 il 1 Febbraio 2020 dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Potenza, il quale aveva osservato che

’…nonostante le numerose condanne, anche definitive, emesse per 416 bis c.p., si registra la crescita del numero di indagati ed imputati per tale delitto.

Il fenomeno mafioso e, quindi, le fattispecie delittuose ad esso riconducibili, sono diffuse e radicate nel distretto di Potenza in modo preoccupante ed in ogni circondario’.

Nella citata Relazione è altresì scritto che:

‘L’analisi delle dinamiche criminali relative all’intera Regione, in linea generale, conferma scenari che, seppure sostanzialmente stabili, risultano particolarmente complessi e caratterizzati dalla peculiare capacità di rigenerazione che contraddistingue la criminalità lucana pronta a una costante revisione degli assetti anche attraverso l’impiego di giovani leve.

Nel territorio, infatti, con gli esponenti di storici gruppi criminali di tipo clanico e a connotazione familistica convivono nuove aggregazioni le quali hanno avuto la possibilità di crescere e ritagliarsi autonomi spazi di operatività, forti sia dei consolidati legami con i sodalizi più antichi e strutturati sia dei rapporti con referenti criminali di altra estrazione regionale.

Seppure sporadici, alcuni episodi ‘di scontro’ risultano comunque indicativi delle tensioni in atto’.

Di fronte a tutti questi dati e a queste evidenze non sono più tollerabili tentennamenti e posizioni al limite del ‘negazionismo’; tutte le istituzioni lucane devono lavorare e collaborare per arrivare all’obiettivo comune dell’’istituzione in Basilicata della DIA”.

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