Su Rai 1 la triste storia della dolce Angela: “Giovane, bella e colta uccisa dal marito che senza di lei non poteva vivere”

Una storia che purtroppo tutti, da ormai 4 giorni, conoscono bene.

E’ la mattina del 15 Settembre quando una giovane donna è stata uccisa dal suo ex.

Lei è la 31enne Angela, giovane poetessa che abitava nel piccolo comune di Cersosimo (PZ).

Vincenzo è suo marito ma anche il suo assassino: una guardia giurata di 40 anni.

La giovane era in macchina insieme alla madre quando è stata freddata da colpi di pistola.

Dopo aver commesso l’efferato crimine l’uomo si è suicidato con un colpo di pistola alla testa.

I due si erano separati da poco e probabilmente lui non accettava la fine della relazione.

A parlare di questa tristissima vicenda anche “La Vita in Diretta”, nota trasmissione in onda ogni pomeriggio su Rai 1 a partire dalle ore 16:30.

Poco fa il presentatore Tiberio Timperi ha così introdotto il servizio della giornalista Elena De Vincenzo:

“Questa è la storia di Angela Ferrara una donna con una sensibilità particolare che le permetteva di scrivere libri per bambini.

Aveva deciso di lasciare il marito.

Lui Vincenzo Valicenti, 41 anni guardia giurata non aveva mai accettato la fine del matrimonio e Sabato scorso con la pistola di ordinanza le ha sparato e poi si è tolto la vita.

Una storia, anzi, una tragedia che si ripete troppo spesso.

Sono 44 le donne ammazzate nei primi sei mesi del 2018. Questa è la statistica ufficiale ed è da aggiornare.

Ricostruiamo quanto è accaduto a Cersosimo, un paese del potentino, dove un’altra donna è stata uccisa da un altro amore malato”.

Nel servizio si sono rincorse le varie testimonianze degli abitanti che hanno assistito alla tragedia e di chi, semplicemente, conosceva le vittime.

Timperi chiede ulteriori dettagli alla De Vincenzo che precisa:

“Tracce evidenti e concrete di episodi di violenza non ce ne sono.

Quello che vi possiamo dire con certezza,perché ce lo raccontano le molte testimonianze che abbiamo ascoltato in queste ore, è che nella coppia c’era tensione, una tensione che è aumentata soprattutto a partire dalla fine di luglio, tant’è che quando i concittadini li vedevano nelle stesse zone del paese notavano che nemmeno si salutavano.

Poi un altro dato che abbiamo registrato come certo è la gelosia di Vincenzo e la scelta di Angela di lasciarlo proprio pochi mesi fa”.

Il presentatore parla anche del figlio di 8 anni della coppia e chiede alla giornalista:

“Vincenzo ha atteso che il figlio entrasse a scuola, ha voluto risparmiarlo.

Però, questo bambino, senza la mamma, senza papà, con chi vivrà?”.

Fa sapere l’inviata:

“Il bimbo in questo momento, grazie anche all’intervento degli amministratori, si trova con una zia.

Le due famiglie si sono messe d’accordo.

Al momento quindi il piccolino è con una zia poi naturalmente bisognerà seguire anche quelli che saranno i passaggi e le decisioni della Giustizia”.

Poi conclude:

“Angela nonostante il matrimonio e il figlio avuto molto giovane, non aveva mai abbandonato la scrittura, la cultura e la storia del suo paese e della Lucania.

Aveva organizzato molti eventi che erano andati bene, mentre lui casa e lavoro.

La coppia, quando stava insieme, appariva serena, lui molto legato al figlio.

Dopo era tornata a vivere con la mamma mentre il marito era rimasto nella casa dove avevano vissuto.

Angela era legatissima alla madre, le vedevano sempre insieme. Non stava con un altro uomo.

Lui raccontava alle persone di stare male e diceva che appunto Angela si era allontanata e che senza di lei non poteva vivere”.

Ospite in studio anche la criminologa Roberta Bruzzone che, sulla scorta di uno degli ultimi versi poetici di Angela:

“Nuda margherita nell’assolato prato / preda sei dell’ossessione. / Ma se davvero m’ami, non raccogliermi”

percepiti come una premonizione, ha precisato:

“Indubbiamente lei era una donna che, una bella fetta di questa storia, non l’ha raccontata a nessuno.

Probabilmente ha cercato anche di proteggere, paradossalmente, il suo carnefice evitando magari anche escalation di tipo giudiziario.

Quel tipo di frase mi rimanda all’idea di una donna che sapeva di correre un rischio, quello di essere raccolta e cioè strappata alla vita.

C’è la parola ossessione quindi c’è un aspetto che ha fortemente caratterizzato questa relazione.

Il finale in qualche modo ci restituisce una prova provata di questa affermazione, ossia questo era un rapporto profondamente malato tra due soggetti che vede l’uomo incapace di separarsi da lei, con una personalità immatura.

Si uccide alla fine per non affrontare le conseguenze di ciò che ha commesso. Questo è un aspetto centrale in questo tipo di personalità.

Leviamoci dalla testa che si tratta di senso di colpa che poi li porta all’esito finale e a rivolgere l’arma anche contro se stessi.

È la vergogna ciò che uccide un narcisista, è l’aspetto a cui deve sottrarsi perché non ce la fa ad affrontarla dal punto di vista pubblico”.

In studio anche la scrittrice Elisabetta Cametti, che ha spiegato:

“La chiave per cambiare le cose è culturale e bisogna partire già da subito.

Ormai in Italia ogni 60 ore una donna viene uccisa da un uomo che ha vicino.

Viviamo in una società che non ci protegge perchè la maggior parte delle donne che sono state uccise, e sono state uccise dai propri compagni, aveva denunciato più di una volta”.

Il sorriso di Angela e la sua dolcezza resteranno per sempre nel cuore di chi l’ha conosciuta e di chi, dopo la tragedia, ha invece sentito parlare di lei, visionando i video delle sue interviste.