Potenza: il Classico è tra i 430 licei protagonisti di una notte speciale! I dettagli

Torna anche quest’anno la Notte Nazionale del Liceo Classico, arrivata alla sua sesta edizione, che si svolgerà Venerdì 17 Gennaio 2020, dalle ore 18:00 alle ore 24:00, in oltre 430 licei classici su tutto il territorio nazionale.

Declinata con parti in comune e parti specifiche da ogni Liceo, la Notte è un momento in cui si rinnova l’incanto della cultura classica coniugata col moderno, la cultura di un liceo “critico”, perché il grande frutto di questi studi è produrre spiriti critici.

Il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Potenza, come specificato in un comunicato ufficiale:

“insieme agli altri Licei, darà il via alla serata con un brano musicale inedito e poi vedrà i propri studenti prodursi in danze, canti, recitazioni, video, mostre che avranno come tema centrale il termine dialogo.

La scelta non è casuale: vogliamo rimarcare l’importanza dell’incontro, dello scambio, dello sguardo, della reciprocità che non è mai prevaricazione ma ascolto e condivisione, rispetto e attenzione all’altro.

Il valore della parola data e ricevuta, come un dono da preservare e condividere, che diviene significativa solo se unita al gesto; la parola autentica e non il chiacchiericcio che saccheggia e distrugge, che seduce con un richiamo effimero; la parola da conservare e preservare, da custodire e donare.

‘Dialogo’ porta con sé un significato che rimanda alla collaborazione e al rispetto reciproci e, quindi, offre una direttrice per la concordia e la pace interpersonali e intersociali.

Il termine (derivato dal greco dia-logos) vuol dire che ragione o significato (logos) non sono il monopolio di una parte ma affiorano nel rapporto o nella comunicazione tra parti (dia).

Il logos qui è un logos condiviso e dipende in maniera cruciale dalla partecipazione di diverse o molte persone.

Partendo da questo punto si può comprendere come basarsi sul ‘dialogo’, sul ‘linguaggio’, comporti un allontanamento da un pensiero concentrato sull’’Io’ singolare, sulla coscienza dell’ego, senza alcun bisogno di riferirsi ad altre persone.

In larga misura la nostra epoca sembra un tempo senza comunicazione, ognuno concentrato sul proprio ego.

Sovraccarichi di informazioni, stimoli, notizie, perdiamo la capacità di concentrarci e relazionarci.

Risulta invece cruciale il dialogo non solo per la comprensione del mondo al di fuori di sé, ma anche come
precondizione per la comprensione di sé.

Ogni incontro interpersonale ma anche ogni interpretazione del mondo dipendono da un dialogo in cui i partecipanti sono disposti a trasgredire la centralità del proprio essere nella direzione di una ‘fusione di orizzonti’.

Siamo ancora distanti da questo; oggi il dialogo sta ancora lottando per intaccare monologhi politici, slogan pubblicitari, parole come meri pretesti per l’affermazione di sé, ‘grandi’ e vuote parole con i conseguenti scontri di società e popoli.

Esiste la lingua, esiste la parola perché esiste l’altro.

Da qui partiamo per invitare al vero dialogo”.

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