Bollette luce e gas, stangata d’autunno: +270 euro a famiglia. I dati

Dopo il caro-carburanti, gli italiani rischiano di fare i conti con un autunno bollente anche per luce e gas.

Secondo un’analisi di Facile.it, tra settembre e dicembre 2026 le bollette di una famiglia tipo con un contratto indicizzato nel mercato libero potrebbero aumentare di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La spesa complessiva potrebbe raggiungere i 982 euro, 270 euro in più rispetto all’anno precedente. Non tutti, però, condividono questa analisi.

Il sito comparatore di prezzi stima, precisa quifinanza, un Pun (prezzo unico nazionale dell’elettricità) in aumento del 65% su base annua e un Psv (indice di riferimento del gas) in crescita del 113% rispetto al 2025. Applicando questi valori a una famiglia tipo (2.000 kWh/anno di luce e 1.100 Smc/anno di gas) e includendo tutte le componenti di bolletta (materia energia, trasporto, oneri, imposte e IVA), Facile.it ottiene:

  • per la luce un aumento di 273 euro nei quattro mesi (+27% vs 2025);
  • per il gas un aumento di 709 euro (+43% vs 2025).

La spesa complessiva per luce e gas nei quattro mesi raggiungerebbe quindi i 982 euro, contro i circa 712 euro dello stesso periodo del 2025. Rialzi che fanno tremare le famiglie italiane, sempre più strette nella morsa della crisi.

Motivo di questi aumenti è il gas. Le centrali a metano continuano a influenzare la formazione del prezzo elettrico quando le rinnovabili non coprono la domanda. Se il prezzo del gas aumenta o diminuisce, anche quello dell’elettricità tende a seguirne l’andamento, soprattutto in Italia.

Tra i fattori di tensione:

  • instabilità geopolitica nello Stretto di Hormuz, da cui prima della guerra transitava quasi il 20% dell’offerta mondiale di Gnl;
  • crollo delle esportazioni di Gnl del Qatar nei primi sei mesi di conflitto (−96% secondo Reuters), con consegne all’Italia annullate per forza maggiore;
  • stoccaggi europei a fine agosto pieni solo al 63%, livello insolitamente basso; l’Italia è intorno all’80%, la Germania al 50%, i Paesi Bassi ancora meno.

Le simulazioni della Commissione europea indicano che, in uno scenario di stress con lo Stretto di Hormuz bloccato e un inverno rigido, il gas europeo potrebbe attestarsi intorno agli 80 euro/MWh, contro i 42,2 euro dello scenario base. Il petrolio potrebbe invece toccare circa 180 dollari al barile, con effetti su inflazione e crescita.

Ma sulle stime di Facile.it non tutti sono d’accordo. Dopo la pubblicazione dei dati, Elettricità Futura, principale associazione delle imprese del settore elettrico, ha inviato una nota parlando di “allarmismo ingiustificato” sul tema bollette elettriche:

Dagli ultimi dati Istat emerge chiaramente come i rialzi più significativi riguardano il mercato regolamentato, che come è noto è determinato da Arera e che incide ormai solo su una nicchia degli utenti del mercato elettrico. Per quanto riguarda il mercato libero, oltre la metà delle famiglie italiane ha scelto di sottoscrivere contratti di fornitura di energia elettrica a prezzo fisso, che per definizione non sono soggetti ad aumenti.

Secondo l’associazione, per i consumatori che hanno scelto un’offerta a prezzo variabile l’impatto del rincaro dell’elettricità, dovuto all’aumento delle materie prime fossili, sarebbe nell’ordine di circa 20 centesimi al giorno, pari a 6-7 euro al mese. Elettricità Futura continua:

“Appare dunque singolare la scelta di concentrare l’attenzione su un presunto aumento dell’energia elettrica quando è invece, purtroppo, sotto gli occhi di tutti l’aumento reale dei carburanti. Attribuire alle famiglie un aggravio di spesa di questa entità senza basarsi su dati reali rischia di generare un allarmismo ingiustificato e di non fornire ai cittadini una corretta informazione”.