Danneggiato uno dei luoghi più belli del nostro Pollino: “Ci vorranno anni per ripristinare la roccia annerita dal fuoco”! Ecco cosa è successo

“Ancora una volta i campeggiatori si qualificano come la categoria peggiore tra gli escursionisti”.

È quanto denuncia Saverio De Marco, Guida Ambientale Escursionistica, che aggiunge:

“Nel Parco Nazionale del Pollino la roccia nei pressi della cima di S. Crispo è stata di nuovo annerita da un fuoco fatto con legna secca di pino loricato.

A chi ha fatto il fuoco vorrei dire:

  • 1. Un fuoco tra i pini loricati può scatenare un incendio, oltre che danneggiare le radici che sono sottoterra.
  • 2. I rami secchi di pino loricato non sono legna da ardere, si tratta quasi di reperti che magari hanno pure oltre 500 anni.
  • 3. C’è il danno estetico che si fa ad uno dei luoghi più belli del Pollino, creando disturbo ad altri visitatori. Ovvero: fate avvelenare il fegato a chi questi posti vuol continuare a vederli integri.
  • 4. Ci vorranno anni affinché neve e pioggia ‘lavino’ la roccia annerita dal fuoco.
  • 5. Ad ogni modo è vietato nel Parco accendere fuochi.
  • 6. Se proprio è necessario un fuoco d’emergenza quantomeno che si scenda nella faggeta, facendo poi sparire le tracce.
  • 7. Le alte quote del Pollino andrebbero visitate in punta di piedi: il turismo può conciliarsi con la conservazione della natura purché venga adottato il motto: LEAVE NO TRACE.
  • 8. Se proprio volete seguire la moda del ‘bushcraft’ che imperversa su YouTube, scegliete boschetti anonimi vicino casa vostra invece di venire a far danni nelle aree protette!”.

Ecco una foto che mostra quanto accaduto.

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