HA 9 ANNI IL BAMBINO VITTIMA DI UN TERRIBILE INCIDENTE SALVATO DAI NOSTRI MEDICI AL SAN CARLO: IL PADRE RINGRAZIA TUTTI

Il 15 Ottobre 2016 vi abbiamo raccontato del terribile incidente nel quale una donna (che viaggiava con suo figlio di 9 anni) perse la vita.

Le condizioni del bambino apparvero da subito molto gravi e il piccolo venne trasportato d’urgenza nel reparto di rianimazione dell’Ospedale San Carlo di Potenza, giunto in codice rosso.

Oggi è proprio il padre del piccolo a parlare, raccontando la storia di suo figlio a partire da quel tragico giorno che costò la vita a sua moglie e in cui iniziò il percorso riabilitativo del bambino.

L’uomo ripercorre la situazione disperata del momento e i numerosi interventi ricevuti dalle equipe di Chirurgia d’Urgenza (Pio Rocco Tramutoli e Giovanni Del Vecchio), di Traumatologia (Adolfo Cuomo), di Chirurgia maxillo-facciale (Giuseppe Michele Mangone), nonchè delle cure amorevoli ricevute in rianimazione dal primario Giuseppe Pittella e dal responsabile Felice Severino.

E’ quanto si legge nell’articolo scritto da Massimo Brancati sulla gazzetta del mezzogiorno di ieri.

Riportiamo interamente l’articolo:

“Non c’è solo malasanità. Non ci sono soltanto storie di presunte negligenze da parte dei medici, degli infermieri, del sistema sanitario. Quella che vi raccontiamo è un esempio di come competenze, professionalità e solidarietà umana s’intrecciano in una sanità modello.

Tutto ha origine da un maledetto incidente stradale tra Oppido e Irsina il 15 ottobre scorso in cui ha perso la vita Rosa Sprovera, 46 anni, mentre il figlio di 9 anni è rimasto ferito gravemente. In fini di vita.

È proprio il bambino il protagonista di questa vicenda: oggi si trova ricoverato in un istituto di Lecco, centro specializzato di riabilitazione e di ricerca. Ma senza l’intervento dei medici dell’ospedale San Carlo di Potenza il piccolo non sarebbe vivo, a lottare per tornare com’era, a recuperare la piena funzionalità.

Dal soccorso alla degenza nel capoluogo lucano è stato un percorso perfetto. «Un lavoro di eccellenza» sottolinea il padre Giuliano Paolucci che ringrazia tutti i medici intervenuti, a cominciare da Nina Grieco di Oppido che ha rianimato il figlio, subito dopo l’incidente, in attesa dell’eliambulanza del 118.

«Qui – racconta Paolucci – il rianimatore Polino e tutto lo staff hanno fatto un buon lavoro fino all’approdo in Chirurgia d’urgenza dove i medici Rocco Tramutoli e Giovanni Del Vecchio lo hanno operato per un ematoma al cranio. Gli è stato asportato con successo un ematoma sotto un dischetto della radice cervicale (intervento lungo e delicato).

Il giorno dopo un altro medico-chirurgo, Adolfo Cuomo, è intervenuto sul femore del bambino e con santa pazienza, invece della solita piastra (più invasiva) è riuscito a mettere due fili per ricomporre la frattura. Infine il chirurgo Giuseppe Michele ha sistemato una piastrina in titanio, compatibile con risonanze magnetiche, al mento del piccolo.

Un capolavoro – dice Paolucci – tanto più che l’intervento è stato eseguito mentre mio figlio era in rianimazione sotto l’attenzione del responsabile Felice Severino, grande professionista, e del primario Giuseppe Pittella. Tutti si sono presi cura del piccolo. Era diventato il figlio di tutti».

Il bambino è stato poi trasferito al Bambino Gesù di Roma dove tutti, dai neurochirurghi ai rianimatori, hanno elogiato il lavoro fatto a Potenza: «Sì – continua Paolucci – hanno detto che al San Carlo avevano fatto un ottimo intervento. Io lo definirei un capolavoro. Quando si parla di malasanità i medici finiscono sulle prime pagine dei giornali. Sarebbe giusto anche dare loro visibilità quando, e credo che sia la maggioranza delle volte, salvano la vita di qualcuno e ci mettono il cuore in quello che fanno».

Facciamo i nostri migliori auguri a questo bambino e i complimenti allo Staff dei medici del San Carlo per aver salvato una vita innocente.

(Fonte articolo: la gazzetta del mezzogiorno).a
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