La morra unisce giovani e anziani a San Nicola di Pietragalla nel ricordo di Vito Donato. I dettagli

A San Nicola di Pietragalla una serata nel segno della tradizione, della legalità, dell’inclusione e dell’incontro tra generazioni.

Il presidente di “Occhi sul Mondo”, Donato Fermo: «La morra non è un semplice gioco: insegna il rispetto dell’altro e possiede ancora la straordinaria capacità di far incontrare le persone»

Oltre quaranta coppie in gara, giocatori provenienti da diversi centri della Basilicata, numerosi giovani, famiglie e una piazza tornata ad essere luogo autentico di incontro e partecipazione.

È il bilancio della terza edizione del Memorial Fermo Vito Donato, svoltasi a San Nicola di Pietragalla e promossa dall’Associazione culturale Occhi sul Mondo.

Nato dalla volontà di custodire la memoria di Vito Donato Fermo, il Memorial ha progressivamente oltrepassato la dimensione strettamente commemorativa, trasformandosi in un appuntamento capace di mettere in relazione territori, generazioni e sensibilità differenti.

Una manifestazione nella quale la tradizione non viene semplicemente rievocata, ma torna ad essere vissuta, condivisa e consegnata alle nuove generazioni.

La classifica

Ad aggiudicarsi la terza edizione del torneo è stata la coppia di Pergola di Marsico Nuovo composta da Carmine Varallo e Gianluigi Varallo.

Al secondo posto Cristian Severini e Flavio De Carlo di Ruoti.

Terza posizione per la coppia locale formata da Angelo Raffaele Romaniello e Giuseppe Romaniello.

Quarto posto per Lorenzo Di Taranto, vicecampione nazionale di morra, in coppia con Tomas Fiore.

Il risultato sportivo, tuttavia, rappresenta soltanto una parte del significato della serata.

Legalità e rispetto delle regole

Tra i tratti distintivi del Memorial vi è infatti un preciso richiamo alla cultura della legalità.

La presenza dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato – ANPS e della Polizia Ferroviaria, nella quale Vito Donato Fermo ha prestato servizio, ha conferito alla manifestazione un valore simbolico particolarmente significativo.

Legalità, rispetto delle regole, correttezza, lealtà e riconoscimento dell’avversario non costituiscono elementi estranei alla tradizione della morra: ne rappresentano, al contrario, alcuni dei suoi principi più autentici.

Ed è proprio attraverso linguaggi semplici e popolari che determinati valori possono essere trasmessi ai più giovani in maniera concreta, comprensibile e immediata.

La morra, osservata oltre gli stereotipi che talvolta l’hanno accompagnata, è confronto, attenzione, calcolo, rapidità di pensiero, rispetto di una regola condivisa e capacità di accettare l’esito della competizione.

Inclusione: una piazza nella quale nessuno deve restare ai margini

Centrale è stato anche il tema dell’inclusione.

Il principio che accompagna il percorso dell’Associazione Occhi sul Mondo è semplice quanto impegnativo: una comunità può definirsi realmente tale soltanto quando è capace di creare spazi nei quali ciascuno possa sentirsi partecipe.

Abbattere le barriere significa allora non soltanto intervenire sugli ostacoli materiali, ma anche superare distanze culturali, generazionali e stereotipi.

In questo senso assume un valore particolare anche la presenza di una donna tra i partecipanti al torneo, testimonianza concreta di una tradizione che può aprirsi, evolversi e coinvolgere senza perdere la propria identità.

Non una concessione simbolica, ma il segno naturale di una manifestazione che vuole parlare a tutti.

Tanti giovani: la tradizione incontra il futuro

Una delle immagini più significative della serata è stata certamente la presenza di numerosi giovani e giovanissimi.

Accanto ai morristi più esperti, ragazzi e bambini hanno potuto osservare, conoscere e vivere una pratica popolare che appartiene alla storia delle nostre comunità.

Non attraverso una lezione o una ricostruzione nostalgica, ma attraverso l’esperienza diretta.

Generazioni differenti si sono ritrovate nello stesso spazio, condividendo parole, gesti, sorrisi e curiosità.

Per alcune ore la piazza è tornata così ad essere ciò che storicamente ha sempre rappresentato: uno spazio pubblico di relazione.

«La morra non è un semplice gioco – sottolinea Donato Fermo, presidente dell’Associazione culturale Occhi sul Mondo –. Dietro quelle mani e quei numeri ci sono rispetto dell’avversario, lealtà, correttezza, attenzione e capacità di stare insieme. In una sola sera abbiamo visto incontrarsi persone provenienti da paesi diversi, dialetti differenti, giovani e meno giovani. Ci si è guardati negli occhi, ci si è stretti la mano, si è sorriso e si è parlato. Per alcune ore abbiamo vissuto una piazza vera, non dietro uno schermo. Credo che sia proprio questo il patrimonio più importante che possiamo consegnare ai ragazzi».

Un concetto che restituisce pienamente il senso di una manifestazione nella quale la morra diventa strumento per recuperare una dimensione della socialità sempre più preziosa: quella fondata sulla presenza, sullo sguardo, sulla parola e sulla relazione diretta.

Il sostegno delle istituzioni e di un’intera comunità

Fondamentale per la riuscita dell’iniziativa è stato il sostegno del Comune di Pietragalla e del sindaco Paolo Cillis, che ha accompagnato la manifestazione con disponibilità, attenzione e collaborazione concreta durante le diverse fasi organizzative.

Una vicinanza istituzionale che ha consentito al Memorial di trovare nella piazza di San Nicola uno spazio adeguato alla propria crescita e alla propria vocazione comunitaria.

Particolarmente apprezzata anche la presenza del sindaco di Avigliano Giuseppe Mecca, ormai costante negli anni e testimonianza di una vicinanza che supera i confini amministrativi per riconoscersi nel valore culturale e sociale dell’iniziativa.

Prezioso è stato inoltre il contributo di Vincenzo Carriero, presidente dell’Associazione della Morra, che ha curato la gestione tecnica della competizione mettendo a disposizione esperienza, competenza e profonda conoscenza di questa antica pratica popolare.

Il successo della serata è stato però soprattutto il risultato di un lavoro corale, costruito grazie alla disponibilità di tante persone che hanno scelto di mettersi al servizio della manifestazione.

Un ringraziamento particolare e sentito va agli amici di Cappelluccia, la cui presenza, disponibilità e collaborazione hanno rappresentato ancora una volta un sostegno prezioso e concreto. Un contributo che va oltre l’aiuto organizzativo e racconta un legame autentico con il Memorial, fatto di amicizia, partecipazione e senso di comunità.

A loro si affianca il prezioso lavoro degli arbitri, che hanno garantito il regolare svolgimento del torneo con equilibrio e responsabilità, insieme agli sponsor, che hanno creduto nell’iniziativa e hanno scelto di sostenerla concretamente.

Un ringraziamento va inoltre agli amici, ai volontari, alle associazioni e alle diverse realtà di San Nicola di Pietragalla, che con tempo, energie e disponibilità hanno contribuito alla buona riuscita della serata.

È proprio questa rete di persone, istituzioni e realtà associative a raccontare forse meglio di ogni altra cosa il significato assunto dal Memorial.

Non l’iniziativa di una singola persona, ma una comunità che sceglie di riconoscersi attorno ad alcuni valori condivisi.

Dalla memoria al futuro

La terza edizione del Memorial conferma così un percorso che continua a crescere.

Da un ricordo personale è nata una piazza capace di accogliere decine di coppie e centinaia di presenze.

Da un antico gioco popolare è nata un’occasione per parlare ai giovani di legalità, rispetto, correttezza e lealtà.

Dalla memoria è nato uno spazio di inclusione e partecipazione.

Dalla tradizione è nato un incontro fra comunità, generazioni e dialetti differenti.

È questa la direzione che l’Associazione culturale Occhi sul Mondo intende continuare a perseguire: non custodire le tradizioni come reperti immobili del passato, ma restituire loro una funzione nel presente.

Perché una tradizione rimane viva quando continua a generare relazioni.

E una comunità cresce davvero quando nella stessa piazza riescono a incontrarsi memoria e futuro, giovani e anziani, differenze e inclusione, libertà e rispetto delle regole.