MELFI FCA: GLI OPERAI SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA! QUESTO IL MOTIVO

Nella giornata di ieri, alcuni operai della Fca di Melfi hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nella nota degli operai si legge:

“Come lavoratrici e lavoratori della Fca di Melfi abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta per esprimere il nostro dissenso contro la decisione del Presidente della Repubblica di provare a imporre un presidente del consiglio voluto dall’alta finanza internazionale.
In poche ore abbiamo raccolto un centinaio di adesioni tra i colleghi dello stabilimento automobilistico lucano , come potrete constatare, e altre ne continuano ad arrivare”.
Riportiamo il contenuto della lettera:
“QUANDO IL GOVERNO NON FA CIÒ CHE VUOLE IL POPOLO VA CACCIATO VIA ANCHE CON MAZZE E PIETRE (S. P.)
Quanto deciso dal Presidente della Repubblica è inaccettabile e viola il più elementare principio di democrazia, quello espresso dal popolo al momento del voto.
È gravissimo che il governo italiano venga deciso dalle banche europee, ma è ancor più grave che il Presidente Mattarella accetti i diktat dell’alta finanza come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Non stiamo difendendo l’alleanza M5S Lega, stiamo difendendo i valori costituzionali per cui migliaia di italiani persero la vita pur di affermarli.
È inaudito quanto sta avvenendo in queste ore, senza che nessuno faccia nulla, anzi, si cerca di addolcire la pillola in nome dell’unità nazionale messa in discussione proprio dalla figura istituzionale più autorevole.
Che senso ha andare a votare se a fronte della decisione presa da milioni di persone prevale la volontà di pochi ricchissimi e potentissimi personaggi.
Personaggi che va ricordato hanno distrutto lo stato sociale.
Le lavoratrici e i lavoratori della Fca di Melfi esprimono totale disapprovazione per questo che sembra essere un vero e proprio atto autoritario e lesivo per la democrazia.
Nessuno può chiedere al popolo italiano di accettare un Presidente del consiglio imposto dalle banche e non dai cittadini.
Lo spread fa paura agli investitori perché abbiamo accettato di essere schiavi dell’alta finanza, perché si sono barattati i valori e la storia di un popolo con gli interessi economici di quattro banchieri senza scrupoli.
Le lavoratrici e i lavoratori della Fca di Melfi:
Lamorte Antonio
Fanelli Silvano
Imbrenda Giuseppina
De Stradis Domenico
Genovese Antonio
Guarino Giampietro
De Stefano Antonio
Valvano Vito
Pignatelli Marco
Mastrangelo Costanzo
Cappiello Claudio
Giura Domenico
Pisicoli Francesco
Maglio Antonio
Bollino Luigi
D’Andrea Antonio
Cacosso Giuseppe
Sabato Agostino
Derrico Gino
Miranda Vincenzo
Blasi Fausto
Nella Vincenzo
Camorcia Teresa
Ceccia Pasquale
Basto Michele
Padua Enzo
Carella Franco
Langone Antonio
Urso Michele
De Stradis Raffaele
Di Bernardo Francesco
Labriola Maria
Castrovillari Michele
Pastore Ferdinando
Gravinese Antonio
Di Biase Antonio
Rabino Annunziata
Carnevale Luigi
Fossati Giuliano
D’Urso Giovanna
Di Nanni Principio
Costantino Antonio
Russo Donato
Bochicchio Michele
Cannone Vincenzo
Ganci Michele
Scavone Mario
 Rosica Jean-Luc
Guglielmi Leonardo
Bonavoglia Donato
Centola Pancrazio
Senisi Lorenzo
Sabia Donato Antonio
Bonelli Michele
Lovaglio Pietro
Vicario Roberto
Colangelo Nicola
Possidente Donato
Covella Michele
Tripaldi Adriano
Giovine Onofrio
La Cava Angelo
Claps Antonio
Fabiano Gerardo
Calò Giovanni
Logrippo Donato
Fusaro Domenico
Ferentino Francesco
Polichiso Francesco
Summa Riccardo
Nunziato Patrizia
Carlucci Donato
Schirò Lucio
Bernardi Luciano
Sardone Giuseppe
Radesco Grazia
Lotito Assunta
Sabato Donato
Trabace Domenico
Amarena Salvatore
Mancuso Giulio
Basile Donato
Di Lonardo Pasquale
Tumolo Michele
Priore Piera
Labriola Vincenzo
Antenucci Fabio
Di Stasi Antonio
Angelillo Gerardina
Vurchio Luca
Guglielmo Pina
Varallo Carmen
Cardillicchio Maria
Padula Giuseppe
Mezzella Franco
Di Cosmo Grazia
Cardone Guendalina
Ferrara Valerio
Cardillicchio Antonio
Amoroso Adele
Bellini Linda
Becce Luciano”.

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