PIETRAPERTOSA, TRA I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA, APRE LE PORTE DELL’ANTICO RIONE AVVOLTO DA MAGIA E FASCINO

Ieri sera si è conclusa la tre giorni che Pietrapertosa (PZ) ha dedicato a quelle che sono le sue origini e quindi alla sua storia.

Il 10,11 e 12 Agosto il paese più alto della Basilicata (nonché uno dei borghi più belli d’Italia) tra le vette delle Dolomiti lucane, ha aperto per la sedicesima volta le porte del suo rione più antico: l’Arabata, con la manifestazione “Sulle tracce degli arabi”.

L’evento è diventato l’appuntamento estivo più grande e più atteso organizzato dalla Pro Loco Pietrapertosana in collaborazione con l’Amministrazione comunale, le associazioni e gli operatori turistici locali.

Pietrapertosa ricorda in modo unico e suggestivo i suoi dominatori riscoprendo in modo originale le proprie origini.

“Sulle tracce degli Arabi” permette di far conoscere e valorizzare ogni angolo e vicolo del rione arroccato ai piedi del Castello Normanno-Svevo, situato a 1100 m s.l.m, dove nell’838 d.C. Lucas con il suo esercito si insediò per controllare per un lungo periodo un vasto territorio.

Il rione “Arabata” si vestito d’oriente, ed ha offerto al visitatore un’esperienza da vivere appieno, seguendo le luci orientali, respirare profumi e gustare pietanze e bevande provenienti dal mondo arabo, respirando essenze e danzando ritmi travolgenti e per di più essere spettatore di coinvolgenti e mozzafiato spettacoli da parte di fachiri, sputafuochi ed incantatori di serpenti.

La passeggiata per il quartiere è ricca di emozioni e divertimento, dalla cultura alla favola, dalle danze ammalianti delle odalische alla sala fumo con il suo Narghilé.

La manifestazione cresce ogni anno di più e in questa edizione si è giunti tra le mura dell’antica fortezza saracena e per l’occasione i visitatori hanno vissuto l’emozione di incontrare il Kafir, un greco convertitosi all’Islam per non soccombere ad un nemico più forte e crudele.

Una proposta unica e spettacolare nel suo genere per i visitatori lucani e non, considerato l’enorme successo che riscuote ogni anno.

Si è catapultati magicamente in un mondo e in un’atmosfera surreale respirando profumi e fragranze d’incensi al suono di musiche che vengono da lontano.

Col tempo le due culture si sovrappongono e interagiscono come testimoniano gli usi e i costumi nonché le testimonianze architettoniche che ancora oggi Pietrapertosa gelosamente custodisce.

Tracce del loro vissuto su questa terra sono da ricercare anche nella gastronomia e nel dialetto e, a tal proposito ieri si è svolto un convegno, che ha visto la partecipazione della Prof.ssa Patrizia Del Puente.

Anche quest’anno il piccolo borgo dolomitico ha catapultato il visitatore in un percorso molto suggestivo fatto di bellezza, suoni, profumi e sapori.a
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