SCOMPARSI NEL NULLA BAMBINO DI 5 ANNI E SUA MADRE: RICERCATI IN TUTTA EUROPA!

A cinque anni (suo malgrado) è già sugli schedari della Polizia di tutta Europa, ma non si sa bene quale è il suo cognome.

Nella notizia è apparsa oggi sulla Gazzetta di Basilicata a firma del giornalista Giovanni Rivelli, si legge:

“Sarebbe una storia buffa, se non fosse triste, quella di un bambino al centro di un procedimento al Tribunale dei minori e uno al Tribunale ordinario che si è concluso ieri. Un bimbo come tanti, venuto alla luce, stando all’atto di nascita, grazie all’amore tra un lucano e una donna dell’Est.

Ma poi le cose sono cambiate: un’assistente sociale del comune dove la famigliola risiedeva ha raccolto la confessione di uno dei genitori: il bimbo non era figlio naturale del padre ma questi lo aveva riconosciuto come proprio, appena nato, solamente per amore (e in qualche modo solidarietà) nei confronti della madre, vedendola sola e in difficoltà.

La notizia, tecnicamente, è notizia di reato. «Concorso in alterazione di stato civile» la contestazione per papà e mamma «il primo attestando falsamente la sua paternità naturale all’ufficiale di stato civile, la seconda sottoscrivendo il citato atto».

Insieme alla Procura si attiva anche il Tribunale dei minori e il padre decade dalla potestà genitoriale. Ma c’è un ma.

E il ma sta nella mancanza di certezze che ieri ha portato ad assolvere con formula piena il padre (difeso dall’avv. Loredana Satriani) e con quella dubitativa la madre (avv. Giorgio Cassotta).

La donna e il bimbo, infatti, sono svaniti nel nulla.

Non è riuscita a rintracciarli la polizia, non ci è riuscita (allargando il raggio al Paese d’origine materno e ad altre nazioni europee) nemmeno l’Interpool.

Conseguentemente non è stato possibile fare quell’esame del Dna indispensabile per accertare la paternità.

Così la situazione è paradossale: quel bimbo non ha più un padre naturale ma non è certo che il padre naturale non sia tale.

E quindi qualora lo si trovasse non si saprebbe nemmeno come chiamarlo, col nome del padre o della madre, e nemmeno certezze ci sono su come si fa chiamare ovunque sia ora.

Una piccola «scheggia» che sfugge a ogni regola.

Senza nemmeno saperlo”.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno – Giovanni Rivellia
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