Stellantis di Melfi: “per i lavoratori incrementare all’inizio di ogni anno la paga base”. Ecco il prospetto dei sindacati

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Fim, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR:

“È stata presentata oggi a Roma, in un’assemblea nazionale dei rappresentanti sindacali di Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, la piattaforma di rinnovo del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro di Stellantis, Iveco, CNHI e Ferrari in scadenza a fine anno.

Le segreterie nazionali hanno illustrato un testo, frutto delle discussioni avvenute prima all’interno di ciascuna organizzazione e poi congiuntamente fra tutti i sindacati firmatari del CCSL, testo nei prossimi giorni, entro il 19 ottobre, sarà sottoposto al voto dei Consigli di Fabbrica delle RSA di ciascun stabilimento.

In considerazione del fatto che oggi il recupero e la tutela del potere di acquisto delle retribuzioni rappresenta la prima urgenza per salvaguardare i redditi dei lavoratori, la richiesta è di incrementare all’inizio di ogni anno la paga base in modo da recuperare appieno l’inflazione dell’anno precedente.

Stando alle previsioni diffuse nel momento in cui la piattaforma è stata elaborata, che comunque andranno aggiornate con i dati effettivamente consuntivati, ciò significa che viene chiesto un incremento della paga base per ciascun livello di inquadramento nel 2023 dell’8,4%, nel 2024 del 4,5%, nel 2025 del 2,5%, mentre per il 2026 non si hanno attualmente delle stime di riferimento attendibili.

Per fare un esempio ciò significa che nel 2023 si richiede un aumento della paga base dello 8,4% per un aumento medio mensile di circa 153 euro così riparametrato:

  • per la prima area professionale +143,38 euro;
  • per la seconda +153,87 euro;
  • per la terza +188,84;
  • per il 5° gruppo professionale +143,60 euro;
  • per il 4° gruppo +149,50 euro;
  • per il 3° gruppo +159,38 euro;
  • per il 2° gruppo +182,51 euro;
  • per il 1°+197,80 euro.

Naturalmente l’incremento della paga base ha riflessi su tutti gli istituti ad essa connessi compreso il premio annuo variabile.

Fra le altre richieste che hanno un rilievo economico, c’è quella:

  • di aggiornare e migliorare il premio annuale;
  • di rivalutare la indennità di funzioni direttive;
  • introdurre un sistema premiante sulla professionalità;
  • di limitare l’assorbibilità dei superminimi;
  • di definire una quota di salario sotto forma di beni e servizi uguale per tutti i lavoratori;
  • di migliorare ed estendere lo sconto per l’acquisto di vetture;
  • di incrementare la quota a carico azienda per la previdenza complementare e per la sanità integrativa.

Sul versante prettamente normativo, si richiede:

  • di rafforzare la formazione professionale e il diritto allo studio;
  • di migliorare lo smart working e l’inquadramento professionale;
  • di intervenire su alcuni istituti dell’orario di lavoro, ad esempio correggendo e migliorando l’istituto dei recuperi produttivi, estendendo le forme di flessibilità in entrata ed uscita, prevedendo tempi minimi per il richiamo al lavoro dalla cassa integrazione, infine introducendo maggiorazioni aggiuntive per il lavoro del sabato.

Infine sul piano strettamente sindacale si propone di rafforzare il sistema di partecipazione e confronto in Azienda, per poter più efficacemente tutelare i lavoratori in tema di salute e sicurezza e di organizzazione del lavoro.

Dopo l’approvazione delle RSA di tutti i siti italiani, la piattaforma sarà tempestivamente inviata a Stellantis, Iveco, CNH Industrial e Ferrari, al fine di avviare in tempi brevi la trattativa di rinnovo del CCSL.

Per Fim-Uilm-Fismic-Uglm e Aqcfr il confronto nazionale, che si aprirà con il negoziato, deve rappresentare anche l’occasione per chiarire le missioni produttive di tutti gli stabilimenti italiani, nella convinzione che la tutela dell’occupazione costituisca il fondamento di un confronto costruttivo.

Si tratta di un rinnovo di contratto particolarmente significativo perché avviene in una fase contrassegnata dal cambiamento indotto dall’elettrificazione e dalla transizione ecologica, con un’inflazione molto alta e da una economia profondamente segnata dalla guerra e dalle continue tensioni sul costo dell’energia e delle materie prime, ed inoltre è il primo rinnovo contrattuale che affrontiamo con il nuovo gruppo dirigente Stellantis e dopo lo spin-off di Iveco e CNHI”.

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