DOPO OLTRE 30 ANNI LA COMUNITÀ DI CALVELLO RIABBRACCIA LA CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

Ieri dopo più di 30 anni a Calvello (PZ) è stata riaperta al culto la Chiesa della SS. Trinità.

Dopo gli interventi di recupero e messa in sicurezza della struttura ed i restauri degli affreschi, promossi dall’Amministrazione comunale, la chiesa è stata riconsegnata alla comunità e riportata alla sua originaria funzione con la celebrazione della Messa da parte del Parroco di Calvello, Don Pasquale Orlando.

Rocco De Grazia dell’Associazione culturale “L’Alternativa” ha dichiarato:

“La comunità di Calvello si riappropria così di un ulteriore tassello costituente elemento fondamentale nella individuazione delle sue radici storiche, civili e di fede.

Il primo impianto della chiesa documentato risale al 1147.

Nella sua millenaria storia Calvello ha visto insediarsi ben 28 luoghi di culto.

Oggi a Calvello si regista l’esistenza di 21 chiese;

veri e propri scrigni, in cui è stato inventariato un patrimonio inestimabile di arte sacra e di storia, incluso in un itinerario intriso di fede e di cultura”.

La cerimonia religiosa è stata preceduta da un convegno tenuto nella sala del Convento S. Maria de Plano, cui hanno partecipato il sindaco di Calvello, Antonio Gallicchio, l’Amministratore diocesano Don Filippo Nicolò, in rappresentanza del Vescovo di Acerenza Mons. Francesco Sirufo, non ancora insediato, S.E. Mons. Paolo De Nicolò, Reggente Emerito della Casa Pontificia, molto competente, fra l’altro, di tecniche di restauro, la pittrice esperta in Arte sacra, Antonella Cappuccio Muccino, l’arch. Spaziante, funzionario della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata ed il restauratore Domenico Saracino che ha illustrato la metodologia del progetto di ripristino degli affreschi, le cui varie stratificazioni hanno fatto riscontrare cicli pittorici diversi, risalenti a Girolamo Todisco, a partire dal 1616.

Il sindaco di Calvello, Antonio Gallicchio, ha sottolineato:

“L’Amministrazione comunale ha perseguito, con il restauro di molte chiese, la valorizzazione di questo patrimonio storico ed artistico locale, che, con la sua ricchezza di opere pittoriche, ci consente di ripercorrere molte tappe fondamentali della storia e dell’arte sul nostro territorio e ci permette altresì di approfondire la conoscenza delle nostre radici e della nostra identità.

Tesori di pregio e di valore che intendiamo conservare e tramandare, non solo nell’ottica della memoria storica, ma anche in funzione di una auspicata attrazione, sempre maggiore, di flussi turistici sul nostro territorio”.

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