PER IL SEGRETARIO DEL PSI VALVANO: “IN REGIONE NON ABBIAMO SALVATO NESSUNA POLTRONA!”

Pubblichiamo di seguito il comunicato del segretario regionale del PSI, Livio Valvano, in merito alla proposta di legge votata in Regione che prevede, nei casi di scioglimento del Consiglio regionale per impedimento permanente, morte o dimissioni volontarie del presidente della Giunta, che le funzioni del presidente e della Giunta regionale sono prorogate sino alla proclamazione del nuovo presidente della Regione.

Altro provvedimento che ha scatenato le polemiche (soprattutto M5S e MdP) è quello che modifica la legge regionale n. 38/2002. Il testo approvato prevede che ai consiglieri in carica nella nona legislatura (2010/2013) che abbiano versato i contributi per un periodo superiore a 30 mesi, possono effettuare i versamenti volontari necessari per la maturazione del diritto all’assegno vitalizio. Per mantenere inalterata la spesa, si è fissato un tetto all’esborso complessivo della Regione per i vitalizi, mantenendo come parametro l’importo totale erogato al 31 Dicembre 2016.

Ecco cosa ha dichiarato Valvano:

“Le considerazioni dell’Avvocato Antonello Molinari suonano come un apprezzamento per la maggioranza politica che governa la Regione.

Da apprezzato giurista quale egli è non potevano sfuggirgli dettagli che hanno posto rimedio a carenze normative evidenziate dagli uffici regionali e per questo non possiamo che contraccambiare i complimenti. Molinari prova ad alzare molta polvere, ma sa bene che non si tratta di novità, non ci sono nuovi oneri per il bilancio regionale.

Assai curiosa è la sottolineatura rispetto alla integrazione delle regole istituzionali, che come avviene per gli 8 mila comuni italiani da qualche decennio, devono disciplinare la situazione straordinaria dell’eventuale venir meno del Presidente eletto; si colma così una dimenticanza, introducendo un regime di transizione per condurre l’istituzione fino alle successive elezioni.

Certo Molinari e Mdp sono abituati ad altri meccanismi, come quello della reggenza a vita “modello RUOTI”, che vede Mdp stampella reggente per Salinardi; modelli più sofisticati che non abbisognano di norme e di regolamenti. Bisogna che Molinari comprenda, invece, che chi governa la Regione si preoccupa di stabilire regole chiare anziché lasciarle all’applicazione ambigua, strada preferita da chi è professionista nell’attribuire sempre ad altri le responsabilità.

È interessante l’attenzione di Molinari sulle vicende del PD, quasi come se loro ne fossero ancora parte; si lagna dell’assenza del segretario del PD e delle difficoltà a fare sintesi.

Loro, che non hanno accettato il responso democratico degli elettori, da minoranza del partito hanno preferito uscire, “non riuscendo a fare sintesi” – come dice lo stesso Molinari – per crearsi un altro spazio, immagino per il bene comune, perché chiesto dagli italiani. Giustamente, i due milioni di elettori delle primarie del PD hanno voluto comunicare alla minoranza DEM che era giunta l’ora di pensare a qualcos’altro e così loro hanno fatto quel “qualcos’altro”.

Bene la nascita di questa nuova forza politica, non più partito ma “movimento”, perché va di moda evidentemente, come ci insegna la Casaleggio & Associati. Vedo, purtroppo, che la strada del grillismo-populista continua ad attirare Bersani & C., ma a Molinari voglio far presente che il consumatore sceglie sempre l’originale, mai la fotocopia sbiadita.

Non è questa la strada giusta per ricreare la nuova coalizione che governerà la Regione nel prossimo quinquennio. I socialisti sono impegnati per costruire un programma di governo ispirato al bene della Basilicata che dovrà essere saldamente poggiato su un tessuto politico plurale, ampiamente rappresentativo delle migliori culture politiche di centro-sinistra, non arroccato su personalismi e su conflitti nuovi e antichi.

Mdp in Basilicata ha personalità ed esperienze autorevoli e ragioni per essere parte importante, proprio per questo deve saper dialogare, anziché demolire attraverso le mani sapienti e professionali dell’avvocato Molinari.

Noi siamo pronti ad ascoltare, partendo, però, da uno spartito diverso”.

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