La Confsal Basilicata, per voce del Segretario Regionale Gerardo de Grazia, torna a intervenire sul tema dello smart working, troppo spesso affrontato nel dibattito pubblico e istituzionale con un approccio limitato e contingente.
Dichiara de Grazia:
“Ancora oggi il lavoro agile viene richiamato solo nelle fasi di emergenza, come soluzione tampone a crisi sanitarie, energetiche o organizzative.
Questo è un errore di prospettiva che il nostro sistema produttivo e il mondo del lavoro non possono più permettersi”.
Negli anni, la Confsal Basilicata ha più volte sottolineato come lo smart working debba essere considerato non una concessione, ma una vera e propria filosofia industriale.
Per le imprese, significa ripensare modelli organizzativi, investire in innovazione, fiducia e valutazione per obiettivi.
Per i lavoratori, implica un cambio culturale fondato su responsabilità, autonomia e competenze digitali.
In questo quadro si inserisce anche la recente Legge 12 Settembre 2025, N. 131, dedicata alla promozione delle zone montane, che rappresenta un’importante opportunità per territori come quelli lucani.
La normativa prevede agevolazioni e incentivi per imprese e lavoratori che scelgono di operare nei comuni delle aree interne e montane, offrendo uno strumento concreto per contrastare lo spopolamento e favorire nuova occupazione anche attraverso il lavoro agile.
Prosegue de Grazia:
“Ridurre il lavoro agile a strumento occasionale, emergenziale significa perdere un’opportunità strategica, quella di aumentare la produttività, migliorare il benessere organizzativo e favorire la conciliazione tra vita e lavoro.
Ma soprattutto significa non cogliere il potenziale di sviluppo per territori come la Basilicata, che potrebbero contrastare lo spopolamento grazie a modelli di lavoro più flessibili”.
Lo smart working rappresenta inoltre una scelta sostenibile e moderna, riduce gli spostamenti quotidiani, abbassa le emissioni inquinanti, contribuisce alla tutela dell’ambiente e migliora la qualità della vita dei lavoratori.
Allo stesso tempo, favorisce la permanenza nei territori di origine, contrasta lo spopolamento delle aree interne e valorizza i borghi, rendendoli nuovamente attrattivi per giovani e famiglie.
La Confsal Basilicata ribadisce quindi la necessità di un confronto stabile e non episodico tra istituzioni, parti sociali e sistema produttivo, al fine di definire linee guida chiare e durature sul lavoro agile.
Conclude de Grazia:
“È il momento di superare la logica emergenziale e costruire una visione strutturale dello smart working.
Solo così potremo trasformarlo in un motore di crescita, innovazione, sostenibilità e inclusione sociale”.
La Confsal Basilicata continuerà a promuovere iniziative e momenti di confronto per accompagnare questo cambiamento culturale e organizzativo, ritenuto ormai imprescindibile per il futuro del lavoro.




























