Lo spopolamento dei paesi lucani e il calo degli iscritti all’Università della Basilicata sono due facce di una stessa medaglia che costituisce un serio problema per un territorio che, già alle prese con storiche carenze, rischia di passare dall’inverno demografico alla desertificazione imprenditoriale.
Priva di giovani che vanno a studiare fuori regione e che per la stragrande maggioranza non torneranno, la Basilicata ha bisogno di dedicare maggiore attenzione ai ragazzi, creando le condizioni perché l’emorragia venga quanto meno contenuta.
Massimo De Salvo, Presidente di Confapi Matera e Vicepresidente di Confapi nazionale, ritiene che un piccolo ma significativo segnale possa venire da un’iniziativa che, in sostanza, ricalchi quanto fatto dalla Regione Calabria, dove il Presidente Roberto Occhiuto ha introdotto il “reddito di merito”.
Dal prossimo anno accademico, infatti, tutti gli iscritti alle università della regione riceveranno un sostegno economico di mille euro al mese, da spendere liberamente, purché mantengano una media di voti alta, siano in corso con gli esami e, ovviamente, rimangano a studiare in Calabria.
Dichiara De Salvo:
“Invitiamo il Presidente Vito Bardi e la Regione Basilicata ad adottare una misura analoga.
Il sostegno agli studenti universitari più meritevoli deve essere inteso come uno stimolo e un incentivo a iscriversi all’Università della Basilicata e a immaginare il proprio futuro qui, nella terrà d’origine, dove metteranno a frutto le proprie competenze arricchendo il territorio di professionalità.
Ovviamente il reddito di merito non è sufficiente a evitare lo spopolamento e il calo di iscrizioni; occorre, infatti, creare le condizioni perché i nostri giovani possano sia studiare che lavorare in Basilicata.
Quindi, da un lato arricchire l’offerta formativa e qualificare maggiormente l’ateneo lucano, dall’altro creare le opportunità di lavorare in loco, dall’altro ancora costruire un ecosistema sociale, prima che economico, che permetta di viverci sempre meglio.
Trattenere e valorizzare i nostri giovani talenti deve essere una priorità per una regione che invecchia, si spopola e si impoverisce.
Molti di questi giovani potranno essere gli imprenditori di domani.
L’Unibas ha avuto un calo degli 25% degli iscritti negli ultimi dieci anni, ma siamo convinti che l’ateneo lucano sia una ricchezza del territorio, un presidio culturale e formativo che deve essere preservato e rafforzato, quindi reso più attrattivo.
Occorre, naturalmente, un rafforzamento dell’Università della Basilicata, soprattutto della sede di Matera.
Nei prossimi giorni saranno resi noti i dettagli del reddito di merito della Calabria.
Si presti la dovuta attenzione e si riproduca l’iniziativa anche in Basilicata. Copiare non sempre è sbagliato”.




























