Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata):
“Non possiamo continuare a chiamare “transizione” ciò che, nei fatti, sta producendo una riorganizzazione industriale che scarica i suoi effetti più duri sui territori e sull’indotto.
Il tavolo nazionale su Stellantis tenutosi il 30 gennaio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy avrebbe dovuto segnare un cambio di passo sul futuro produttivo di Melfi e della filiera lucana.
Ne è uscita invece, ancora una volta, una rappresentazione fatta di annunci generali e di impegni non vincolanti, mentre nelle fabbriche e fuori dai cancelli la crisi è già realtà quotidiana.
A Melfi l’indotto è costretto a riorganizzarsi inseguendo nuovi committenti, a riconvertire produzioni, a reggere una transizione che non è stata governata ma subita.
È un’operazione complessa, rischiosa, che espone aziende e lavoratori a una fragilità estrema e che nasce direttamente dalle scelte di Stellantis, la quale continua a parlare di piani e prospettive senza assumere impegni chiari e verificabili su volumi, tempi e saturazione degli impianti.
Quando un indotto è costretto a cercare altrove ciò che prima era garantito dalla filiera, non siamo davanti a un normale adattamento del mercato, ma al segnale di un disimpegno progressivo che va fermato prima che diventi irreversibile.
In questo quadro già segnato da forti tensioni industriali, riteniamo inaccettabile anche solo il rischio che la cassa integrazione venga interrotta o resa incerta.
Gli ammortizzatori sociali non sono una concessione, sono una tutela essenziale e devono funzionare con continuità e tempi compatibili con la vita delle persone.
Non è tollerabile che lavoratrici e lavoratori diventino ostaggio di ritardi, interpretazioni burocratiche o rimbalzi amministrativi mentre attendono risposte sul proprio futuro.
Ma c’è un altro aspetto che non possiamo più eludere e che chiama in causa direttamente la Regione Basilicata.
Da oltre cento giorni i lavoratori di PMC e Tiberina presidiano i cancelli, dormono in tenda, animano una mobilitazione lunga, faticosa, logorante, che non è solo una vertenza sindacale ma una prova umana durissima.
In tutto questo tempo il presidente della Regione non ha mai ritenuto di essere presente, di portare un segno visibile di vicinanza, di assumere fino in fondo il peso simbolico e politico di una crisi che sta segnando profondamente un territorio.
Noi pensiamo che in una fase come questa servano certamente maestria politica, capacità negoziale, competenza tecnica nel gestire tavoli complessi e delicati, ma serva anche qualcosa di più.
Servono solidarietà umana, presenza, ascolto.
Occorre dimostrare che le istituzioni regionali non osservano queste mobilitazioni da lontano, ma ne riconoscono la fatica, la dignità, il sacrificio.
Perché qui non c’è solo una partita industriale, c’è una comunità che chiede di non essere lasciata sola.
Per questo rivolgiamo un appello chiaro alla Regione Basilicata affinché rafforzi il proprio impegno politico e istituzionale, assuma un ruolo più incisivo e visibile, accompagni con determinazione il lavoro del Ministero e pretenda da Stellantis garanzie vere, non formule.
Governare una crisi di questa portata significa tenere insieme industria, lavoro e persone, senza sacrificare unità produttive strategiche e senza disperdere competenze costruite in decenni.
Noi continueremo a essere un pungolo costante, perché da questi tavoli non escano solo parole ma decisioni, perché la transizione non diventi smantellamento e perché il lavoro, a Melfi e in Basilicata, non venga lasciato sotto una tenda mentre la politica guarda altrove”.




























