Potenza, social come droga: medici svelano meccanismi cerebrali a ragazzi di terza media

Non una lezione frontale, ma un vero e proprio viaggio nei meccanismi invisibili che regolano la nostra mente.

Sabato 14 marzo, l’Istituto Comprensivo “L. Sinisgalli” di Potenza ha ospitato un seminario d’eccezione dedicato alla dipendenza da social media, rivolto agli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado.

L’iniziativa, fortemente voluta dalla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Giovanna Gallo, е coordinata con entusiasmo dal Dipartimento di Matematica e Tecnologia, ha trasformato l’aula in un laboratorio di consapevolezza.

L’obiettivo? Fornire ai ragazzi gli strumenti critici per comprendere cosa si nasconde dietro uno schermo.

A guidare i ragazzi in questo percorso sono stati due relatori di chiara fama: il Dott. Nicola Paciello, Primario dell’U.O. di Neurologia, e il Dott. Antonio Giardina, Direttore dell’UOSD Terapia del Dolore.

Attraverso un linguaggio accessibile ma rigoroso, gli esperti hanno analizzato i complessi meccanismi neurologici attivati dalle piattaforme digitali.

Si è parlato del “sistema di ricompensa” cerebrale, quel circuito biologico che, stimolato dai “like” е dalle notifiche, può generare dinamiche simili alle dipendenze da sostanze.

L’analisi si è poi estesa alle funzioni cognitive, al benessere psicofisico e alle strategie pratiche di controllo per un uso sano della tecnologia.

Il messaggio centrale dell’evento è stato chiaro: la conoscenza è la prima forma di difesa.

“La scuola ha il dovere educativo di offrire ai ragazzi strumenti di consapevolezza per disinnescare meccanismi nocivi“, è il pensiero che muove l’istituto.

In un’epoca in cui il confine tra reale е virtuale è sempre più sfumato, il seminario del Sinisgalli ha dimostrato che la sfida non è proibire, ma capire.

Un lavoro dove le generazioni – docenti, esperti e studenti – si uniscono senza colpevolizzazioni, con l’unico scopo di trasformare utenti passivi in cittadini digitali liberi e consapevoli.