Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Rete degli Studenti Medi Basilicata:
“La Rete degli Studenti Medi di Basilicata esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Smart Paper che, da ieri, hanno avviato uno sciopero ad oltranza con presidio permanente davanti alla sede della Regione Basilicata per difendere i propri posti di lavoro.
Secondo il comunicato della FIOM CGIL e degli altri sindacati metalmeccanici con le Rsu di Smart Paper, lo sciopero – iniziato nella giornata di ieri – è stato proclamato per denunciare la gestione del cambio d’appalto delle attività legate a Enel.
Le organizzazioni sindacali definiscono la vertenza «un fatto gravissimo e inaccettabile» e sottolineano che riguarda la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e il futuro delle famiglie del territorio.
Come studenti e studentesse, non possiamo restare indifferenti di fronte a quello che sta accadendo.
Denunciamo con forza le responsabilità politiche e aziendali che hanno generato questa situazione.
Se la gara d’appalto è stata costruita male, non possono essere i lavoratori a pagarne il prezzo.
È inaccettabile che gli errori nella gestione della commessa vengano scaricati sui dipendenti attraverso condizioni peggiorative proposte dall’ATI Accenture/Datacontact.
La regione Basilicata, il governo nazionale e il committente Enel devono intervenire immediatamente per garantire la continuità dei posti di lavoro e per salvaguardare le comunità coinvolte.
Per questo la Rete degli Studenti Medi di Basilicata si schiera al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in lotta, perché la difesa del lavoro, dell’istruzione pubblica e dei diritti sociali è una battaglia comune.
La minaccia e la continua precarizzazione del lavoro che colpisce le lavoratrici e i lavoratori di Smart Paper è la stessa logica che precarizza il nostro futuro in Basilicata e in Italia.
Dalle scuole alle aziende, il messaggio è sempre lo stesso: tagliare i costi, privatizzare i servizi e sacrificare le persone sull’altare del profitto.
Questo modello va contrastato con determinazione. La dignità del lavoro e il diritto ad un futuro stabile non sono merce di scambio.
In Basilicata poi il pesante processo di deindustrializzazione degli ultimi anni sta ancora di più aggravando la già precaria situazione regionale.
Da Melfi, a Viggiano, da Tito alla Val Basento, ormai è evidente il processo di disinvestimento in atto.
A pagarne le spese, come sempre, i cittadini, che hanno visto e vedranno i loro posti di lavoro perdersi, i loro paesi svuotarsi e i loro figli emigrare.
La Rete degli Studenti Medi di Basilicata continuerà a seguire la vertenza e ad essere presente accanto ai lavoratori.
Oggi più che mai è necessario costruire un fronte unito tra studenti, lavoratori e cittadini per difendere i diritti di tutti e immaginare un futuro diverso in Italia e Basilicata: un futuro in cui la dignità dei singoli e delle comunità non sia sacrificata per il profitto”.




























