“Smart Paper sta attraversando una fase particolarmente delicata e decisiva, che richiede visione, responsabilità e l’assunzione di impegni concreti a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
In vista dell’incontro previsto per domani in Regione, riteniamo fondamentale che il confronto produca elementi reali e credibili, in grado di rispondere alle legittime preoccupazioni espresse dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali”.
Lo dichiarano i consiglieri regionali di centrosinistra Alessia Araneo (M5S), Antonio Bochicchio (AVS-PSI-LBP), Angelo Chiorazzo (BCC), Roberto Cifarelli (PD), Piero Lacorazza (PD), Piero Marrese (BP), Viviana Verri (M5S), Giovanni Vizziello (BCC).
Proseguono:
“Il cambio di appalto e il nuovo assetto aziendale che si va delineando stanno generando apprensioni fondate tra circa 800 lavoratrici e lavoratori, che ad oggi non dispongono di garanzie adeguate sulla continuità occupazionale, sui livelli salariali e sulle prospettive complessive.
Per questo riteniamo indispensabile che al tavolo istituzionale sia presente anche la proprietà, affinché vengano illustrati il piano industriale, gli investimenti programmati e le prospettive delle attività nel loro complesso.
In questi anni e in questi mesi siamo stati costantemente al fianco dei lavoratori di Smart Paper, seguendo la vertenza con attenzione, proposte e iniziative, mantenendo un fronte compatto e assumendoci pienamente le nostre responsabilità, sia sul piano sociale sia su quello istituzionale, nei diversi tavoli di confronto.
Continueremo a farlo con determinazione, consapevoli che in questa fase si gioca una partita decisiva per la stabilità e la sicurezza occupazionale di centinaia di famiglie.
Il presidente Bardi ha messo la propria faccia politica sulla vicenda, dichiarando di aver ricevuto rassicurazioni da Roma sui livelli occupazionali, contributivi e sulla garanzia territoriale.
È arrivato però il momento di passare dalle parole ai fatti, di vedere gli effetti concreti e di mettere in campo tutto il peso politico in un confronto serrato tra le parti che, allo stato attuale, non offre ancora segnali rassicuranti.
Riteniamo indispensabile che le legittime istanze delle maestranze trovino risposte concrete, nella direzione del mantenimento dei livelli occupazionali, dei diritti acquisiti, delle condizioni contrattuali e del radicamento territoriale della commessa.
La crisi che attraversa i comparti industriali, manifatturieri e dei servizi in Basilicata rappresenta una questione centrale per il futuro economico e sociale della regione e non possiamo permetterci di allentare l’attenzione in nessuna direzione”.




























