Riceviamo e pubblichiamo una nota unitaria Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp:
“Si è svolta a Potenza, nella sede regionale della FNP CISL Basilicata, la riunione delle segreterie regionali allargate di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL Basilicata.
Al centro dell’incontro la condizione delle persone anziane e dei pensionati lucani, in un contesto regionale che continua a registrare un progressivo arretramento dei diritti di cittadinanza, a partire dal diritto fondamentale alla salute.
Il quadro emerso conferma una situazione ormai strutturale di criticità del sistema sanitario regionale: carenza cronica di personale, liste d’attesa incompatibili con i tempi di cura, difficoltà diffuse nell’accesso ai servizi, indebolimento progressivo della sanità territoriale e una crescente disuguaglianza nell’erogazione delle prestazioni tra cittadini e tra aree interne e centri urbani.
In Basilicata la sanità locale ha un buco nel bilancio regionale di circa 60 milioni di euro.
La mobilità passiva ha raggiunto gli 80 milioni e sono 140 mila i lucani che si curano fuori regione.
Con queste premesse e con la crisi demografia in corso, con la popolazione che si riduce, il servizio sanitario pubblico regionale sarà sempre più a rischio.
Le persone che potranno si rivolgeranno alla sanità privata e chi non potrà non si curerà, aumentando le diseguaglianze.
Una condizione che non può più essere affrontata con interventi frammentati o misure emergenziali prive di visione strategica. Per i sindacati è necessario un cambio di passo netto nelle politiche regionali, orientato alla ricostruzione del sistema sanitario regionale in grado di garantire continuità assistenziale e il diritto alla cura.
Una riflessione è stata fatta anche sugli oltre 27 mila pensionati che vivono con un assegno al minimo di poco superiore ai 600 euro, una condizione che non garantisce più una vita dignitosa a causa dell’aumento del costo della vita e delle spese essenziali, a partire da quelle sanitarie. Senza contare quanti percepiscono addirittura indennità mensili più basse.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della non autosufficienza, che in Basilicata assume i tratti di una vera e propria emergenza sociale.
A causa delle fragilità del sistema di welfare, la cura è quasi esclusivamente a carico delle famiglie con un costo economico e sociale divenuto insostenibile, senza risposte adeguate ai bisogni dei cittadini che risultano insufficienti e disorganiche.
È indispensabile superare la frammentazione tra interventi sanitari e sociali, costruendo una rete integrata stabile, capace di una presa in carico reale e continuativa delle persone fragili.
In Basilicata sono 30 mila le persone non autosufficienti e i potenziali beneficiari delle prestazioni offerte sono meno dell’1% perché i finanziamenti sono insufficienti.
La riforma del governo della non autosufficienza, definita nella legge 33 del 2023, non potrà di fatto mai trovare applicazione in mancanza di risorse.
C’è bisogno di un vero Piano di assistenza specifico per la non autosufficienza e di fondi strutturali, ampliando la platea dei beneficiari, prevedere risorse aggiuntive e non tagliare i fondi esistenti, garantire l’integrazione con le prestazioni regionali e locali.
Alla Regione Basilicata da anni chiediamo di dotarsi di un piano regionale per la non autosufficienza a integrazione di quello nazionale. Senza investimenti la situazione non potrà altro che peggiorare.
Bisogna rafforzare l’assistenza domiciliare e avviare una riforma della sanità in Basilicata, ridando centralità alle strutture ospedaliere e riducendo le liste di attesa che, nonostante i proclami dell’assessore al ramo, continuano ad essere interminabili.
SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL hanno convenuto sulla necessità di allargare lo spazio della partecipazione delle forze sociali nella definizione di un nuovo assetto strategico delle politiche socio-sanitarie, in linea con lo spirito della Legge 328/2000 e con il DM 72/2021.
Anche nella co-programmazione dei Piani sociali di zona occorre uscire dalla vetusta logica adempimentale che ha finora frenato le potenzialità del confronto sul sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali.
Per una corretta lettura territoriale dei bisogni e per imprimere un ammodernamento dei servizi per le persone fragili non si può prescindere da strumenti partecipativi in grado di mettere la persona, con i suoi bisogni e le sue potenzialità, al centro del sistema di offerta socio-sanitaria, un sistema attraversato da profondi cambiamenti e dalla sfidante missione di mettere in pratica i livelli essenziali delle prestazioni.
In questo quadro, SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL Basilicata hanno deciso di avviare il percorso per la costruzione di una piattaforma unitaria regionale delle organizzazioni sindacali dei pensionati, che metta al centro: diritto alla salute, rafforzamento della sanità pubblica territoriale, medicina di prossimità, integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza e potenziamento dei servizi sociali nei comuni e nelle aree interne.
La piattaforma sarà la base di un confronto, non più rinviabile, con il governo regionale e l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico. Un confronto che dovrà essere reale, misurabile nei contenuti e nei tempi, e soprattutto vincolato a impegni concreti, superando ogni logica di interlocuzione formale o dilatoria.
SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL ritengono che la fase attuale non consenta più ambiguità: la tenuta del sistema sanitario lucano e la dignità delle persone anziane dipendono da scelte immediate e da un cambio strutturale di indirizzo politico”.




























