A cinquant’anni dalle prime storiche intuizioni che portarono alla luce lo straordinario complesso della Villa Romana e Tardoantica di San Giovanni di Ruoti, l’area archeologica torna finalmente a respirare.
Un traguardo straordinario che l’associazione culturale desidera celebrare ripercorrendo le tappe principali di questo lungo cammino, rendendo omaggio alle figure straordinarie che hanno lottato per la sua salvaguardia e guardando con rinnovata speranza al futuro del nostro patrimonio culturale:
“L’intuizione di Gerardo Salinardi e l’arrivo dei canadesi (1977-1984): La storia di San Giovanni di Ruoti ha inizio grazie a una straordinaria intuizione archeologica e a una tenacia fuori dal comune. Il primo a comprendere che nel sottosuolo si fosse qualcosa di eccezionale e di immenso valore storico fu lo storico dott. Gerardo Salinardi. Grande appassionato di archeologia e all’epoca presidente onorario della Soprintendenza, Salinardi insistette instancabilmente presso le istituzioni di tutela affinché si prendesse in seria considerazione l’apertura dello scavo.
Grazie alla sua caparbietà, nel 1977 le ricerche vennero ufficialmente avviate e affidate a una prestigiosa équipe di studiosi stranieri: un gruppo di archeologi dell’University of Alberta (Canada) guidati dai prof. Alastair M. Small e Robert J. Buck. Lo scavo rivelò da subito una complessità strutturale e una ricchezza di reperti inaspettate.
All’epoca, persino la Soprintendenza locale aveva faticato a credere che il sito potesse rivelarsi così monumentale, ma l’avanzamento dei lavori impose ben presto all’attenzione internazionale la straordinaria rilevanza della villa.
Le prime campagne di scavo proseguirono con eccezionale interessamento dal 1977 al 1980 e, successivamente, in una seconda fase dal 1981 al 1984. Poi, purtroppo, la cronica mancanza di fondi portò alla sospensione delle indagini, lasciando l’area in uno stato di completo abbandono per circa quarant’anni.
È nel 2014 che la nostra associazione, mossa dalla volontà di non rassegnarsi al declino del sito, decide di intervenire. Con il prezioso aiuto del nostro stimato concittadino, il dott. Giovanni Imbrenda, riuscimmo a rintracciare e contattare il professor Alastair Small in Scozia, presso l’Università di Edimburgo (studioso straordinario a cui il Comune di Ruoti ha meritatamente conferito la cittadinanza onoraria nel 2018).
L’obiettivo era colmare un grande vuoto scientifico e divulgativo: benché il sito fosse studiato in tutto il mondo, la quasi totalità delle pubblicazioni scientifiche sulla villa era accessibile esclusivamente in lingua inglese.
Nel 2016, dopo quarant’anni di silenzio, grazie alla sinergia con il prof. Small e con l’archeologo dott. F. Tarlano, siamo riusciti a realizzare la prima grande pubblicazione in italiano: “La villa Romana e Tardoantica di San Giovanni di Ruoti” (di A.M. Small e F. Tarlano).
Questo importante tassello editoriale è stato reso interamente possibile grazie alla generosità della signora Luisa Troiano (da Philadelphia, USA), che ha finanziato l’intero progetto editoriale.
La pubblicazione del volume divenne l’occasione per una mobilitazione comunitaria senza precedenti: la nostra associazione organizzò intense giornate informative sul sito, la presentazione ufficiale del volume e un convegno con i massimi esperti del settore. In quell’occasione, fu ripulito l’intera area archeologica restituendole il decoro che meritava.
Oggi, a dieci anni da quell’ultimo evento e a quasi cinquant’anni dal primo colpo di piccone, assistiamo finalmente a una nuova primavera per la villa romana. Grazie al recente e concreto impegno del Comune di Ruoti, in questo mese è stata inaugurata una nuova, attesissima fase di studio sul campo.
La campagna di ricerche, promossa dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università della Basilicata in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata e su concessione della Soprintendenza ABAP della Basilicata, rappresenta un passo storico. La direzione scientifica è affidata alla professoressa Maria Chiara Monaco, con il coordinamento sul campo curato dal professor Fabio Donnici (per l’Università della Basilicata (MT)) e dal prof. Yuri Marano (per l’Università di Macerata).
La nostra associazione, che da anni vigila e si adopera in prima linea per la salvaguardia del sito, guarda con immensa fiducia a questa ripartenza. Siamo certi che l’Amministrazione Comunale saprà dare continuità a questo sforzo, programmando una valorizzazione definitiva del patrimonio storico e culturale della Villa Romana di San Giovanni di Ruoti.
Il nostro ricordo più commosso e grato va alle persone che si sono spese senza sosta per il sito archeologico di Ruoti e che purtroppo oggi non sono più tra noi: il dott. Gerardo Salinardi, il dott. Giovanni Imbrenda e il direttore del Museo di Muro Lucano Salvatore Pagliuca.
Il loro amore per questa terra e per la sua storia rimane la nostra ispirazione più grande”.



























