Caldo e stop alle attività lavorative in Basilicata: scatta l’allarme per i costi delle imprese. Questa la richiesta

L’ordinanza della Regione Basilicata che dispone la sospensione delle attività lavorative all’aperto nelle ore più calde della giornata, quando il sistema Worklimate segnala condizioni di rischio elevato, rappresenta una misura importante per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Sono numerosi i settori interessati, dall’agricoltura al florovivaismo, dai cantieri edili alle attività affini, dal settore forestale alle cave e attività estrattive, dalla logistica e movimentazione merci in aree esterne alla manutenzione stradale e ferroviaria, fino a le lavorazioni che comportano una prolungata esposizione tutte al sole.

Occorre affrontare anche il tema delle imprese che, responsabilmente, sospendono le attività quando le condizioni ambientali rendono necessario un intervento prudenziale per tutelare i lavoratori, anche in situazioni che non sempre coincidono con i parametri che consentono l’accesso agli strumenti di sostegno previsti.

In alcune funzionalità particolarmente gravi, infatti, anche condizioni successive alle soglie previste possono situazioni di elevato stress termico, rendendo necessaria una scelta prudenziale da parte del datore di lavoro”.

È quanto dichiara Antonio Bochicchio, capogruppo socialista in Consiglio regionale, che aggiunge:

“Il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei propri dipendenti e può quindi decidere di interrompere temporaneamente le lavorazioni quando non sussistono condizioni adeguate di sicurezza.

Tuttavia, la sospensione delle attività non comporta automaticamente il riconoscimento degli ammortizzatori sociali, che richiedono una specifica valutazione e la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa nazionale.

Può quindi verificarsi che un’impresa, pur agendo per prevenire rischi per i lavoratori, si trovi a sostenere direttamente gli effetti economici della sospensione.

Per questo è necessario valutare strumenti aggiuntivi di sostegno per quelle aziende che operano nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e che, per tutelare i propri lavoratori, sono costrette a fermare temporaneamente le attività.

Nei prossimi giorni interloquirò con il Governo regionale per verificare la possibilità di individuare strumenti di sostegno o ristoro, compatibilmente con le competenze della Regione e con le risorse disponibili.

La tutela della salute dei lavoratori deve rimanere una priorità assoluta, ma deve essere accompagnata da misure capaci di sostenere anche il sistema produttivo.

Le imprese non possono essere lasciate sole quando assumono decisioni responsabili per garantire condizioni di lavoro sicure”.