Il calcio oltre le sbarre: a Potenza lo sport come riscatto e metafora di vita. Il progetto

L’Associazione Sportiva Dilettantistica SportivaMente è lieta di aver intrapreso un progetto di collaborazione con la Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza.

Costituitasi nello scorso mese di Aprile con lo scopo di diffondere la cultura ed i valori dello sport sul territorio, il direttivo di SportivaMente, composto da Piero Calò, Vittorio Vernotico e Donatello Viggiano, ha fortemente voluto, con cadenza settimanale, l’inizio di una serie di attività ludico – motorie destinate ai detenuti dell’Istituto Penitenziario del capoluogo lucano: programmi e finalità hanno riscosso la piena condivisione dei vertici dell’istituto, a partire dal direttore Paolo Pastena, dal comandante Gianluigi Lancellotta, dalla educatrice Sonia Crovatto e con la collaborazione dell’intero personale di polizia penitenziaria.

Grazie alla disponibilità e collaborazione di alcuni professionisti del settore, l’obiettivo è quello non solo di sensibilizzare sui benefici di un corretto svolgimento dell’attività sportiva svolta, quanto anche far emergere da essa l’attivazione di una serie di condotte positive quali l’osservanza delle regole, la capacità di superare i propri limiti e la collaborazione al raggiungimento di un risultato.

Lo sport, dunque, inteso come metafora di vita, passando per il conseguimento di alcune conoscenze e competenze specifiche che lo staff si prepone di trasmettere ai destinatari.

Giunto alla seconda settimana di svolgimento, il progetto ha riscosso l’immediato interesse dei partecipanti, i quali hanno risposto con attenzione e dedizione alle sollecitazioni proposte dai diversi professionisti che hanno condotto le attività, prova ne è il numero crescente, col passare delle sedute, delle persone che hanno inteso aderire all’iniziativa.

Dietro il coordinamento e la presenza dei membri del direttivo di Sportivamente il programma si è avvalso anche della preziosa collaborazione e disponibilità di professionisti del settore quali il prof. Michele Lacerra e del mental coach Daniele Tammone, a testimonianza di come l’obiettivo sia quello di conciliare la mera pratica ludico – motoria con il raggiungimento di alcuni risultati destinati ad incidere positivamente sulla condotta dei detenuti anche in vista di un futuro e successivo “reinserimento” sociale.

In linea con la previsione di una chiusura di progetto in calendario per Giovedì 30 Luglio con la disputa di un torneo di calcio a 5 cui hanno già aderito alcuni significativi calciatori potentini del passato, i partecipanti hanno visto gradualmente inserire nel programma degli allenamenti anche l’utilizzo del pallone.

Dopo una parte iniziale di riscaldamento ed esercizi improntati alla resistenza, infatti, l’attività è proseguita con la disputa di una partita nella quale sono stati considerati validi solo i gol realizzato sfruttando l’assist di un compagno, proprio per incentivare e stimolare la collaborazione nella costruzione dell’azione d’attacco, così come da obiettivi alla base del progetto.