Basilicata, forestazione: “Fare chiarezza su alcuni punti fondamentali”. Le richieste

“Accogliamo positivamente la convocazione, da parte del Presidente Bardi, dell’incontro con le organizzazioni sindacali previsto per domani.

È un segnale importante che va nella direzione da noi auspicata: aprire un confronto vero per affrontare, con serietà e responsabilità, le criticità del comparto della forestazione in Basilicata.

La situazione attuale continua a presentare elementi di disparità di giornate tra le lavoratrici e i lavoratori delle tre platee – Forestali, SAAP e ASA – e che ancora oggi non hanno una gestione unitaria.

Sarebbe opportuno tenere in considerazione anche il turn over che rappresenta un elemento non residuale di “restanza” nelle aree interne”.

Lo affermano i consiglieri dell’opposizione Cifarelli, Lacorazza e Marrese aggiungendo:

“Cosi come ci sarebbe da valutare anche la possibilità da parte di chi, della platee ex RMI e TIS, vorrebbe lasciare i comuni visto che non è prevista alcuna operazione di sostegno, anche parziale, agli enti locali per la loro stabilizzazione”.

“Domani è necessario, innanzitutto, fare chiarezza su alcuni punti fondamentali: risorse disponibili, tempi di avvio dei cantieri e regolarità dei pagamenti.

Su questi aspetti ci aspettiamo risposte precise già nell’incontro di domani, per evitare il protrarsi di incertezze che alimentano giustamente preoccupazione tra i lavoratrici e lavoratori.

Allo stesso tempo, ribadiamo con forza che non è più sufficiente intervenire esclusivamente con risorse aggiuntive senza mettere mano a una riforma complessiva del sistema.

Continuare ad aggiungere fondi mantenendo invariato l’impianto attuale rischia di produrre effetti limitati e temporanei, senza garantire stabilità nel medio e lungo periodo.

Per questo, come consiglieri regionali, abbiamo da tempo depositato tre proposte di legge, tra loro coordinate, che puntano a ridisegnare la governance del settore: dalla revisione del ruolo del Consorzio di Bonifica, al coinvolgimento delle Unioni Montane nella gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale, fino alla trasformazione della Società Energetica Lucana in un soggetto in grado di sostenere politiche integrate di tutela ambientale, sostenibilità e contrasto al dissesto idrogeologico. In questa prospettiva, riteniamo fondamentale affrontare anche il tema delle risorse con realismo.

Una parte significativa dei finanziamenti attuali deriva dalle royalties petrolifere, un elemento che impone una riflessione seria in vista della scadenza della concessione nel 2029.

È necessario lavorare sin da ora, anzi da tempo, per ridurre questa dipendenza e costruire un modello più solido e sostenibile.

Allo stesso tempo, esistono opportunità da cogliere, come il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, il cui riparto questi giorni è all’attenzione della Conferenza Stato Regioni, potrebbe contribuire in modo significativo al rafforzamento delle attività idraulico-forestali, a condizione però che sia inserito in una visione riformatrice complessiva.

Aggiungiamo che rimane aperto l’interrogativo sull’impiego di tante risorse sui bonus, in particolare, quello sul gas, uguali per tutti, a prescindere dal reddito.

Ma anche qui sarebbe da aprire un’altra riflessione che dovrebbe riguardare anche altri opportunità, come la gratuità del trasporto pubblico per studentesse e studenti; misura che dovrebbe aiutare prioritariamente anche coloro che hanno redditi da operai forestali.

L’incontro di domani rappresenta dunque un passaggio importante.

Ci auguriamo che non si traduca in un momento interlocutorio, ma che produca indicazioni concrete e un impegno chiaro su priorità, tempi e strumenti.

Da parte nostra, confermiamo piena disponibilità al confronto, nella convinzione che solo attraverso un equilibrio tra riforme e risorse sia possibile garantire risposte credibili alle lavoratrici e ai lavoratori e costruire un futuro più stabile e sostenibile per l’intero comparto”.