“La Basilicata è ultima in Italia per spesa sul PSR rispetto al target 2025, con una percentuale ferma al 97,09%.
Un dato gravissimo che certifica il fallimento della gestione regionale e che comporta un definanziamento di circa 26 milioni di euro, ben superiore alle già preoccupanti previsioni iniziali.”
Così il consigliere regionale Roberto Cifarelli, che torna a denunciare la situazione critica dell’agricoltura lucana.
“Meno di tre mesi fa – ricorda Cifarelli – dopo l’audizione in Seconda Commissione dell’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala, avevo chiesto un intervento diretto del presidente Bardi per scongiurare il rischio concreto di perdere, così come ammesso direttamente da Cicala, 15,5 milioni di euro sul PSR. Oggi i numeri ci dicono che la realtà è ancora peggiore: il definanziamento è di circa 26 milioni, a dimostrazione che non solo non si è intervenuti in tempo, ma che il problema è stato sottovalutato.”
“Far diventare oggi oltre 15 milioni di euro ‘spesa in transizione’ sul CDR 2023/2027 – prosegue Cifarelli – è un palliativo comunicativo che non cambia la sostanza: il danno è ormai fatto, le risorse sono perse e il sistema agricolo lucano ne pagherà le conseguenze.”
Alla situazione del PSR si aggiunge anche il nodo delle 4.000 domande a superficie sul biologico, anch’esse in transizione perchè spostate sulla programmazione 2024/27:
Sottolinea il consigliere:
“Questo significa nei fatti un taglio di quasi il 30% dei contributi per migliaia di agricoltori che avevano costruito i propri programmi di sviluppo e investimento su quelle risorse.
È un colpo durissimo alla credibilità delle istituzioni e alla programmazione delle imprese agricole.
L’agricoltura lucana non può essere ostaggio dell’improvvisazione e dell’inefficienza amministrativa.
Servono responsabilità politiche chiare, trasparenza e un cambio di passo immediato.
Nella speranza di essere smentito, convocherò nuovamente l’Assessore Cicala in Seconda Commissione per chiarire cosa è accaduto, individuare le responsabilità e dire con onestà agli agricoltori lucani quali risorse sono state perse e perché.
Qui non si parla di numeri astratti ma di imprese, lavoro, investimenti, territori interni e futuro dell’agricoltura lucana. Chi governa ha il dovere di dare risposte, non slogan.”




























