Chi ha fatto il servizio militare obbligatorio o il servizio civile può recuperare quei mesi ai fini della pensione, ma le regole sono diverse a seconda di quando si è prestato servizio.
Lo ricorda l’Inps con una guida pubblicata sul sito istituzionale.
Per gli uomini che hanno fatto la leva e per chi ha svolto il servizio civile entro il 31 dicembre 2005, i contributi vengono accreditati gratuitamente.
Per chi invece ha aderito al Servizio civile universale dopo quella data, l’unica strada è il riscatto a proprie spese, con la possibilità di accedere alla deduzione fiscale e alla rateizzazione senza interessi.
Per il servizio militare e per il servizio civile svolti entro la fine del 2005 (sono compresi quelli iniziati nel 2005 e proseguiti nel 2006), fa sapere quifinanza, l’Inps prevede l’accredito figurativo, cioè il riconoscimento di contributi totalmente a carico dello Stato.
Vale per:
- il servizio militare volontario o di leva nelle Forze armate italiane e nei servizi equiparati;
- il servizio civile in alternativa alla leva, compreso il servizio militare non armato e il servizio sostitutivo civile.
L’accredito può essere chiesto da lavoratori, pensionati o, in caso di decesso, dai loro superstiti. I contributi confluiscono in uno di questi fondi gestiti dall’Inps:
- l’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) dei lavoratori dipendenti;
- le gestioni speciali degli autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti);
- i fondi speciali di previdenza, dove previsti dagli appositi regolamenti.
Resta fuori la Gestione separata, per cui l’accredito figurativo gratuito non è previsto.
Per l’accredito figurativo gratuito servono tre condizioni:
- avere almeno un contributo versato e valido al momento della domanda;
- il periodo richiesto non deve essere già coperto da altra contribuzione;
- gli stessi mesi non devono essere stati già utilizzati per una pensione statale o per trattamenti sostitutivi, esclusivi o esonerativi dell’Ago.
Per il servizio militare c’è un vincolo aggiuntivo: l’accredito è ammesso solo se per quel periodo non è già attivabile una posizione assicurativa nell’Ago ai sensi della legge 322/1958.
Per chi ha prestato il Servizio civile universale dopo il 31 dicembre 2005 la copertura automatica dello Stato è caduta. L’anno di servizio resta recuperabile, ma solo con il riscatto oneroso (a proprie spese).
Il costo non è fissato in misura uguale per tutti: si calcola sulla retribuzione del lavoratore.
L’Inps prende la busta paga degli ultimi 12 mesi prima della domanda e applica l’aliquota contributiva in vigore (il 33% per i dipendenti del settore privato), riproporzionata ai mesi di servizio civile da recuperare. Significa che chi guadagna di più paga di più e che il conto va chiesto all’Inps caso per caso.
Due elementi rendono però l’esborso meno pesante:
- l’intero importo è deducibile dal reddito ai fini Irpef;
- è possibile rateizzare la quota dovuta in 120 pagamenti mensili senza interessi.
La domanda si presenta esclusivamente online, dall’area personale Inps, scegliendo la voce relativa all’accredito dei contributi figurativi per il servizio civile o per il servizio militare volontario.
Nel caso del servizio militare bisogna indicare i periodi esatti e il distretto o l’ufficio militare di appartenenza. Sarà poi l’Inps a chiedere direttamente la documentazione probatoria all’ente militare indicato, senza che il lavoratore debba fare da intermediario tra Istituto e archivi della Difesa.
Per il Servizio civile universale la procedura segue le regole generali del riscatto contributivo: si presenta la domanda, l’Inps comunica l’importo dovuto e da quel momento si può scegliere se accettare e attivare la rateizzazione.




























