Nonostante un contesto nazionale e meridionale di generale ripresa, la Basilicata registra una crescita più contenuta del reddito disponibile delle famiglie. Secondo l’analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024, il reddito complessivo dei nuclei familiari lucani ha raggiunto i 9.471,1 milioni di euro, segnando un incremento del +1,50% rispetto al 2023.
Sebbene il dato indichi una progressione positiva, la regione si posiziona al di sotto della media di crescita del Mezzogiorno (+3,38%) e di quella nazionale (+2,98%). A livello pro-capite, un cittadino lucano dispone mediamente di 17.815,60 euro – dato leggermente superiore alla media del Mezzogiorno –, con un aumento del +2,23% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un valore ancora distante dalla media italiana di 23.155,09 euro, confermando un divario che persiste nonostante i segnali di recupero post-inflattivi registrati in tutto il Paese.
Il dettaglio provinciale: Matera e Potenza. L’analisi territoriale evidenzia dinamiche differenti tra le due province lucane:
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Matera: si conferma la provincia lucana con il reddito pro-capite più elevato, pari a 18.810,47 euro, posizionandosi al 75° posto nella classifica nazionale (perdendo una posizione rispetto al 2023). Tuttavia, la crescita del reddito totale a prezzi correnti è stata più lenta, fermandosi al +1,13% (101° posto su 107 province per dinamismo).
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Potenza: il reddito pro-capite si attesta a 17.264,36 euro, collocando la provincia all’89° posto della graduatoria nazionale (in discesa di una posizione rispetto al 2023). Il capoluogo di regione mostra però una vitalità leggermente superiore nel ritmo di crescita del reddito totale, che segna un +1,73% (91° posto nazionale).
I dati lucani si inseriscono in un quadro in cui il Sud Italia, nel suo complesso, sta dimostrando una maggiore capacità di crescita (+3,38%) rispetto al Centro-Nord (+2,84%).
Per la Basilicata, la sfida rimane quella di agganciare con maggior vigore questa “scossa” meridionale. Se da un lato il reddito disponibile ha iniziato a superare l’inflazione in tutte le ripartizioni territoriali, i valori assoluti ricordano che la strada per colmare il gap con il resto del Paese è ancora lunga: il reddito pro-capite del Settentrione supera infatti quello del Meridione di circa il 50%.




























