In occasione della “Giornata della Memoria”, il Comune di Rotonda ha intitolato lo spazio cittadino dove sorge il Museo Geologico e Paleontologico ai soldati rotondesi internati in Germania all’indomani dell’8 Settembre 1943.
Sono stati poco più di 40, infatti, i militari rotondesi dell’Esercito Italiano rinchiusi nei lager nazisti dopo la firma dell’armistizio, quando i soldati tedeschi repressero ogni tentativo di reagire da parte dell’Esercito Italiano e punirono con la deportazione e l’internamento in Germania circa 700 mila militari italiani.
Tra questi, per l’appunto, ci furono 40 rotondesi che, a partire dal Giugno del 1945, dopo circa due anni di dolorosa prigionia, fecero ritorno a casa.
Una storia, la loro, meritevole di una maggiore presa di coscienza da parte della comunità rotondese che aveva il diritto di conoscere affinchè la memoria di costoro non fosse perduta.
Partendo da questo concetto, i familiari degli internati militari rotondesi, circa un anno fa, hanno scritto una lettera al sindaco Rocco Bruno facendosi promotori di una iniziativa che potesse contribuire a rendere omaggio e dignità ai loro avi.
Da qui è partita la proposta, varata in Giunta, ed approvata dalla Prefettura di Potenza, di intitolare il Largo antistante il Museo ai militari rotondesi internati nei campi di concentramento.
Ha detto il primo cittadino Rocco Bruno:
“Ricordare significa educare trasmettere valori di libertà, di rispetto e di pace”.
La manifestazione, alla quale hanno preso parte importanti autorità civili e militari, tra le quali il comandante militare dell’Esercito Italiano in Basilicata, colonnello Paolo Franciosa, il consigliere regionale Mario Polese, i sindaci dei Comuni limitrofi di Castelluccio Inferiore, Viggianello e Castelluccio Superiore, Paolo Campanella, Antonio Rizzo e Francesco Limongi, oltre agli studenti delle scuole rotondesi e ai familiari degli internati militari, ha preso il via con il raduno dei partecipanti e lo svelamento della targa in onore dei soldati rotondesi finiti nei campi di concentramento nazisti, per poi proseguire, sempre in mattinata, al cine – teatro comunale “Selene” dove si è svolto un convegno animato dalla rappresentante dell’ANPI Piera Roseti, dallo storico Mario Forte, dall’esperto in materia Francesco De Cunto e dallo scrittore Giuseppe Colaiacovo autore, tra l’altro, del volume “Rotonda in camicia nera” con il quale ha anche contribuito a portare alla luce l’elenco, stilato dalla Croce Rossa Italiana, degli internati militari rotondesi e con l’intervento conclusivo del Comandante del CME Basilicata che ha rimarcato “l’importanza di un gesto sacro per i militari di oggi e di ieri, quale il giuramento di fedeltà alla Patria, ricordando che gli internati militari sopportarono le angherie naziste e molti di loro incontrarono la morte per il solo fatto di restare fedeli al giuramento prestato”.
L’evento si è concluso con la consegna ai familiari degli internati militari di una pergamena per esaltare lo spirito di resistenza e dignità mostrato dai soldati rotondesi reclusi nei lager nazisti, simbolo di un’Italia che ha pagato a caro prezzo la libertà, con la proiezione, in serata di un docu-film sull’argomento e con la benedizione della lapide del nuovo largo cittadino da parte del sacerdote rotondese don Vincenzo Di Tomaso.




























