“La Commissione europea accoglie le nostre richiesta bloccando il raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero che avrebbe favorito i trafficanti di olio e penalizzato i nostri olivicoltori”.
E’ quanto fa sapere la Coldiretti della Basilicata, dopo la lettera inviata dalla confederazione nazionale e da Filiera Italia alla Commissione, nella quale si denunciavano i rischi connessi all’aumento del contingente tariffario per il prodotto nordafricano, e la riposta del Commissario all’Agricoltura in cui si annuncia che l’esecutivo “non prevede concessioni commerciali aggiuntive per l’olio d’oliva”.
Aggiunge l’organizzazione agricola lucana:
“Dalla Commissione europea si è avuta conferma della necessità di proteggere la salute dei cittadini consumatori, facendo in modo che i prodotti importati rispettino le stesse regole a cui sono sottoposti quelli europei”.
La denuncia di Coldiretti e Filiera Italia aveva seguito la proposta del Governo tunisino di rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato.
Un pericolo mortale per i produttori italiani ed europei, poiché nuove concessioni tariffarie avrebbero aumentato ulteriormente le importazioni di prodotto a basso costo, facendo crollare i prezzi di quello italiano.
In Italia nel 2025 sono stati 600 milioni i chili di olio d’oliva straniero che hanno attraversato le frontiere, deprimendo le quotazioni dell’extravergine nazionale, alimentando inganni ai danni dei cittadini consumatori e favorendo un mercato opaco in cui prosperano trafficanti di olio e pratiche illegali.
Emblematico proprio il caso dell’olio tunisino, i cui arrivi sono aumentati del 40%, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo.
Un dumping che scarica sull’anello più debole della filiera il peso di una concorrenza sleale, costringendoli spesso a vendere al di sotto dei costi di produzione.
Senza dimenticare i dubbi legati all’utilizzo nel Paese africano di pesticidi vietati in Europa.
Conclude Coldiretti Basilicata:
“La decisione della Commissione europea è una buona notizia anche per l’olio extravergine prodotto nella nostra regione che vive una fase di rilancio con una crescita del 37% nel 2025, toccando circa 18 mila tonnellate”.




























