L’altalena dei prezzi: salgono i costi di molti prodotti, mentre altri crollano. L’impatto sulle famiglie

Il 2025 è stato un anno difficile per i portafogli degli italiani.

Ma se come fa sapere quifinanza alcuni beni di largo consumo hanno vissuto rincari storici, altri hanno subito un drastico calo dei prezzi.

Un’altalena economica che ha ridisegnato le spese delle famiglie.

A tracciare questo doppio scenario è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che ha analizzato i dati Istat sull’inflazione dell’anno appena concluso.

In cima alla classifica dei rincari ci sono i gioielli, con un +22% medio sul 2024.

Un balzo senza precedenti, trainato dal volo delle quotazioni dell’oro, diventato bene rifugio per eccellenza in un anno segnato da tensioni geopolitiche globali.

A ruota, il caffè registra un aumento del +20,7%, un rialzo che si è fatto sentire sia sugli scaffali dei supermercati sia sul bancone del bar.

Sul podio anche l’energia elettrica del mercato tutelato, con le bollette salite del +20,2%, a seguire:

  • Gioielleria 22%;
  • Caffè 20,7%;
  • Energia elettrica mercato tutelato 20,2%;
  • Cacao e cioccolato in polvere 19,5%;
  • Voli nazionali 16,3%;
  • Burro 13%;
  • Cioccolato 10,9%;
  • Servizi ricreativi e sportivi – partecipazione 9,8%;
  • Altri agrumi 9,4%;
  • Pacchetti vacanza – nazionali 9,4%;
  • Trasporto marittimo 9%;
  • Bevande analcoliche 8,4%;
  • Apparecchi elettrici per la cura della persona 7,2%;
  • Formaggi stagionati 6,9%;
  • Pesche e nettarine 6,8%.

Dall’altra parte della bilancia, il 2025 ha portato sollievo su diversi fronti.

Il crollo più marcato è quello degli smartphone e dei telefoni cellulari, il cui prezzo medio è calato del 14,7%.

Dopo anni di rincari, anche l’olio d’oliva torna a costare meno, con un calo medio del 14,5%. Buone notizie anche per la tecnologia: computer portatili, tablet e dispositivi palmari costano il 13,6% in meno.

Tra i beni in deflazione figurano quindi:

  • Apparecchi per la telefonia mobile -14,7%;
  • Olio di oliva -14,5%;
  • Computer portatile, palmare e tablet -13,6%;
  • Zucchero -9,6%;
  • Apparecchi per la pulizia della casa -9,2%;
  • Apparecchi per la ricezione, registrazione e riproduzione di immagini e suoni -8,1%;
  • Energia elettrica mercato libero -7,1%;
  • Apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici -6,8%;
  • Gasolio per riscaldamento -5%;
  • Benzina -4,6%;
  • Computer desktop -4%;
  • Apparecchi per cottura cibi -3,9%;
  • Altri apparecchi per la ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e immagini -3,7%;
    Voli intercontinentali -3,5%;
  • Gasolio per mezzi di trasporto -3,5%.

Uno scenario a doppia velocità, quindi, che conferma come l’inflazione non colpisca tutti allo stesso modo, ma dipenda da un intricato mix di dinamiche globali.

Come la crisi climatica che affligge le materie prime, ma anche l’evoluzione tecnologica che rende alcuni prodotti più accessibili.

Spiega il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi:

“I dati sull’inflazione del 2025 evidenziano una vera e propria altalena dei prezzi, su cui incidono diversi fattori.

Alle quotazioni delle materie prime letteralmente schizzate alle stelle negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici e dei tagli alle produzioni, si sono aggiunte nell’ultimo anno crescenti tensioni geopolitiche che hanno influito sui prezzi al dettaglio praticati nel nostro Paese.

A ciò si associano fenomeni speculativi, come i rialzi nel settore dei trasporti e del turismo, dove le tariffe variano a seconda della domanda da parte dei consumatori, realizzando rincari del tutto ingiustificati”.