Questa mattina l’Aula Multimediale del Liceo Scientifico “Pier Paolo Pasolini” di Potenza ha ospitato la presentazione del progetto “Onda Rosa” che, giunto alla sua seconda edizione, si configura come un percorso educativo interdisciplinare finalizzato alla promozione del rispetto, della parità di genere e dell’inclusione sociale, attraverso il rugby femminile come strumento formativo privilegiato.
L’iniziativa, sviluppata anche grazie alla preziosa collaborazione della Federazione Italiana Rugby e di altri qualificati partner istituzionali e sportivi progetto, si distingue per un approccio innovativo che integra attività sportive, laboratori psicosociali e discipline STEM, concependo il campo da rugby come un vero e proprio laboratorio dinamico di apprendimento.
Cuore del progetto, quindi, lo sport ovale che diventa occasione per superare stereotipi di genere ancora troppo diffusi, dimostrando come il rugby non sia solo forza fisica ma anche strategia, logica, cooperazione e pensiero critico.
Il progetto promuove un apprendimento di tipo esperienziale e cinestesico, in cui mente e corpo operano in sinergia: le attività sul campo vengono rielaborate in classe, favorendo lo sviluppo di soft skills fondamentali quali problem solving, resilienza, gestione dell’errore, leadership e collaborazione.
Un autentico strumento di contrasto allo stereotipo che associa le discipline scientifiche o sportive ad un solo genere, evidenziando l’assenza di differenze cognitive e valorizzando il potenziale di tutte e tutti.
Obiettivi strategici del percorso educativo:
- sensibilizzazione della comunità scolastica e del territorio sui temi della parità di genere;
- promozione dell’inclusione e del benessere attraverso lo sport;
- rafforzamento delle competenze sociali e civiche;
- integrazione tra sapere teorico e applicazione pratica;
- superamento dei pregiudizi legati sia allo sport sia alle discipline STEM.
Protagonisti della mattinata, gli studenti delle seconde classi che hanno illustrato il lavoro sviluppato in ambito progettuale, restituendo riflessioni profonde e consapevoli sulla disparità di genere.
Attraverso una articolata presentazione, i ragazzi hanno saputo affrontare il tema sotto diversi profili, analizzando non solo i rapporti sociali, il ruolo dello sport quale strumento di inclusione, il legame tra rugby e superamento degli stereotipi, approfondendo, slide dopo slide, il significato stesso di parità di genere, con un focus sui fenomeni più critici, tra cui il femminicidio e le diverse forme di violenza – fisica, psicologica, sessuale ed economica – ed offrendo spunti di riflessione particolarmente significativi.
A testimonianza degli stereotipi culturali di cui è ancora intrisa la società, il racconto, poi, di una studentessa, calciatrice che ha condiviso le difficoltà incontrate nel vedere riconosciuta la propria passione in ambito familiare e sociale.
La giovane platea ha, quindi, riservato particolare attenzione all’intervento del Prefetto Campanaro, che ha sottolineato il grande valore educativo dell’iniziativa, evidenziando come il progetto rappresenti un riuscito matching tra scuola, istituzioni e mondo dello sport, capace di incidere in maniera significativa sulla formazione delle nuove generazioni.
Nel suo intervento, il Prefetto ha richiamato la necessità di rafforzare l’azione preventiva e culturale sui temi della parità di genere, evidenziando come il contrasto alle discriminazioni e alla violenza non possa limitarsi alla sola fase repressiva, ma debba fondarsi su un impegno condiviso e continuativo, a partire proprio dai contesti educativi.
Il Rappresentante del Governo ha, inoltre, richiamato le conseguenze, talvolta drammatiche, derivanti da una carente educazione all’affettività ed al rispetto dell’altro, ricordando un significativo momento di confronto vissuto con gli studenti del territorio in occasione dell’incontro con il padre di Giulia Cecchettin, la giovane uccisa per aver deciso di interrompere una relazione affettiva.
Queste le parole conclusive del Prefetto ai giovani interlocutori:
“Il tema della parità di genere è innanzitutto una questione culturale, rispetto alla quale il nostro Paese sconta ancora ritardi significativi.
Per questo è fondamentale intervenire prima, investendo sull’educazione e sulla formazione delle nuove generazioni, evitando di arrivare quando è ormai troppo tardi e gli stereotipi si traducono in forme di violenza.
Care ragazze, cari ragazzi, quello che state facendo oggi è molto importante: è un investimento su voi stessi e sul vostro futuro.
Avete dimostrato, con il vostro lavoro, di saper cogliere il senso profondo di temi complessi, contribuendo in modo concreto alla costruzione di una cultura fondata sul rispetto e sull’uguaglianza.
In questa prospettiva, lo sport – e il rugby in particolare – rappresenta uno straordinario strumento educativo, capace di superare stereotipi e pregiudizi e di promuovere valori come il rispetto, la collaborazione e il senso di responsabilità.
È necessario uno sforzo comune: scuola e famiglie che sono le principali agenzie educative e istituzioni devono lavorare insieme per accompagnare un reale cambiamento culturale.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Dirigente scolastica Tiziana Brindisi e a tutta la comunità del Liceo “Pasolini” per la particolare attenzione che viene dedicata a temi così delicati.
Ringrazio, poi, gli atleti Fiamme Oro della Polizia di Stato, autentico fiore all’occhiello della grande famiglia del Ministero dell’Interno, che, con generosità e passione, non si tirano mai indietro quando si tratta di trasmettere ai più giovani principi e valori sani”.
All’iniziativa hanno preso parte:
- il Questore della Provincia di Potenza Raffaele Gargiulo, la Vicesindaca del Comune di Potenza Federica D’Andrea, la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza Simona Bonito, la referente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata Barbara Coviello, il Presidente del CONI Basilicata Giovanni Salvia, il Delegato regionale della Federazione Italiana Rugby Michele Sabia, il Sovrintendente Massimiliano Bizzozero, psicomotricista e responsabile tecnico Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato e la Dott.ssa Katia Pacelli, psicologa dell’età evolutiva e dello sport.




























