“Nelle ultime settimane è tornata al centro del dibattito pubblico la necessità di attuare quegli strumenti di democrazia diretta, come il referendum, previsti dallo Statuto regionale ma, di fatto, rimasti inattuati per mancanza di norme che li disciplinino in maniera puntuale.
Già da tempo, come centrosinistra e forze di opposizione ci siamo fatti carico di questa esigenza presentando, a dicembre 2024, una proposta di legge sugli istituti di partecipazione democratica, frutto di un lavoro complesso e di un iter in commissione che ha richiesto anche l’espressione del parere della Consulta di Garanzia Statutaria, organo giuridico consultivo insediatosi solo in tempi recenti”.
Lo dichiarano i consiglieri regionale di opposizione Alessia Araneo (M5S), Antonio Bochicchio (AVS-PSI-LBP), Angelo Chiorazzo (BCC), Roberto Cifarelli (PD), Piero Lacorazza (PD), Piero Marrese (BP), Viviana Verri (M5S), Giovanni Vizziello (BCC).
I consiglieri regionali fanno sapere:
“La Consulta che ringraziamo per il lavoro svolto sul testo di legge, ha fornito indicazioni puntuali, finalizzate a rafforzare la coerenza statutaria e la solidità giuridica del testo, senza metterne in discussione l’impianto, le finalità e la legittimità politica.
Abbiamo fatto tesoro di queste indicazioni, recependole attraverso appositi emendamenti che passeranno al vaglio della Prima commissione consiliare, che potrà così riprendere l’iter di esame.
La proposta di legge interviene su un vuoto normativo che ha prodotto, nel tempo, un grave deficit democratico: strumenti previsti dallo Statuto regionale – come l’iniziativa legislativa popolare, i referendum e le petizioni popolari – esistono sulla carta ma sono difficilmente praticabili.
Questa situazione ha inciso negativamente sul rapporto tra cittadini e istituzioni, svuotando di efficacia uno dei pilastri fondamentali dell’autonomia regionale.
Ora auspichiamo che il lavoro in Commissione riprenda rapidamente e che le forze di maggioranza si esprimano a favore di questa proposta, per restituire ai cittadini lucani strumenti reali di partecipazione democratica, nel pieno rispetto dello Statuto e dei principi costituzionali.
Rendere effettivi gli strumenti di democrazia diretta non è una concessione, ma un dovere istituzionale che consente di avvicinare i cittadini alla politica, evitando quelle pericolose fratture sociali spesso generate da scelte politiche percepite come distanti dalle esigenze collettive”.




























