La Basilicata sale oggi sul gradino più alto dell’enoturismo nazionale.
Nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, a Roma, alla presenza dei vertici dell’Associazione Nazionale Città del Vino, si è svolta la cerimonia ufficiale del passaggio della bandiera che vede il territorio del Vulture, insieme al distretto veneto del Conegliano-Valdobbiadene, insignito del titolo di “Città Italiana del Vino 2026”.
Un riconoscimento che premia la candidatura corale di 14 Comuni lucani (Rionero in Vulture, Melfi, Ginestra, Barile, Ripacandida, Rapolla, Genzano di Lucania, Atella, Acerenza, Palazzo San Gervasio, Lavello, Forenza, Venosa, Maschito), uniti in un progetto strategico di sviluppo territoriale.
Nel suo intervento, il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha sottolineato come questo evento rappresenti un momento di riscatto per l’intero Sud:
“Oggi celebriamo un Mezzogiorno che corre autonomamente verso i grandi obiettivi di crescita.
Il Vulture ha dimostrato che anche un territorio piccolo può generare una grande visione, trasformando le aree interne da periferie a centri di innovazione culturale e sociale”.
Il Presidente ha ricordato il valore millenario delle terre nate dall’antico vulcano, dove la storia di Federico II di Svevia e le Costituzioni di Melfi si intrecciano alla sapienza contadina: “Il vino, qui, è un codice identitario. Il nostro dossier ha mostrato all’Italia che il Vulture è un ecosistema culturale completo, un modello di governance tra pubblico e privato che può fare scuola nel Paese”.
Bardi ha rivolto un’analisi al contesto economico attuale, evidenziando la resilienza del comparto vitivinicolo lucano:
“Nonostante un quadro internazionale complesso e l’introduzione di dazi su alcuni prodotti europei, l’Aglianico del Vulture ha dimostrato una straordinaria capacità di tenuta.
I dazi non hanno inciso significativamente sul nostro export: è il segno della qualità imbattibile dei nostri prodotti e del lavoro costante del Governo nazionale e del Ministro Lollobrigida a tutela del Made in Italy e contro le contraffazioni”.
Il titolo di “Città Italiana del Vino” inaugura un biennio ricco di sfide:
“Questo riconoscimento è un patto con le nostre comunità”, ha concluso Bardi. “Continueremo a investire sui giovani, sull’enoturismo e sulla sostenibilità.
La Basilicata è pronta ad accogliere il mondo: vi aspettiamo nelle nostre terre per scoprire il cuore pulsante della regione”.




























