Potenza, Regolamento verde urbano: le proposte emerse

Si è concluso nella giornata di lunedì il ciclo di audizioni promosso dalla sesta Commissione consiliare del Comune di Potenza, finalizzato all’aggiornamento del Regolamento del Verde Urbano pubblico e privato, fermo da un po’ di tempo e oggi oggetto di una revisione complessiva.

Alla seduta hanno partecipato il presidente della Commissione Giammarco Guidetti, l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi, il professor Angelo Nolè dell’Università degli Studi della Basilicata e il presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Potenza Albino Grieco.

Nel corso dei lavori sono state illustrate le principali innovazioni della proposta di modifica del regolamento, tra cui:

  • una maggiore integrazione tra verde urbano e tutela della salute pubblica,
  • l’introduzione della biodiversità come criterio guida,
  • l’attenzione alla compatibilità delle specie vegetali con il contesto urbano e il rafforzamento del legame tra gestione del verde,
  • mitigazione dei cambiamenti climatici e prevenzione del rischio idrogeologico.

L’assessore Beneventi ha evidenziato la necessità di rendere più efficace l’impianto normativo vigente, anche alla luce delle criticità gestionali legate a un patrimonio verde che interessa circa l’85% del territorio comunale.

Particolare attenzione è stata posta al tema della sicurezza e delle responsabilità connesse alla manutenzione, soprattutto in relazione agli eventi meteorologici sempre più intensi, nonché alla necessità di rafforzare il coordinamento tra enti per una più efficace applicazione del regolamento.

Dal confronto con il mondo accademico è emerso il valore del verde urbano come vera e propria infrastruttura strategica, capace di garantire servizi ecosistemici fondamentali, tra cui la regolazione del microclima, la riduzione degli inquinanti atmosferici – in particolare del particolato fine – e la compensazione delle emissioni climalteranti.

Tra le proposte emerse, la realizzazione di un Piano del Verde urbano supportato da un censimento georeferenziato del patrimonio arboreo e l’utilizzo di sistemi informativi territoriali (GIS) per il monitoraggio e la gestione, anche attraverso piattaforme digitali per la segnalazione da parte dei cittadini.

È stata inoltre avanzata l’ipotesi di definire linee guida operative rivolte alla cittadinanza e oltre ad attivare canali di finanziamento, anche europei, in collaborazione con il sistema universitario.

Ulteriori spunti hanno riguardato la possibilità di strutturare una filiera per la gestione dei residui vegetali derivanti dalle attività di manutenzione, attraverso processi di recupero e compostaggio.

Dal punto di vista tecnico, è stata evidenziata la necessità di adottare modelli aggiornati per la valutazione del rischio arboreo, distinguendo tra condizioni di rischio e situazioni di pericolo imminente, e di rafforzare sia il sistema sanzionatorio sia la qualità degli interventi, in particolare per quanto riguarda le potature, che se non eseguite correttamente possono compromettere la stabilità e la salute delle alberature.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente Guidetti per il percorso di ascolto svolto, che ha consentito di raccogliere contributi qualificati e costruire una visione condivisa.

L’obiettivo è dotare la città di uno strumento aggiornato, capace di interpretare il verde urbano come una vera e propria infrastruttura strategica, in grado di rispondere alle nuove esigenze ambientali, climatiche e di sicurezza, contribuendo concretamente al miglioramento della qualità della vita urbana.