Basilicata, Ex platee TIS e RMI: pronta una mozione urgente. La richiesta

“La vertenza dei lavoratori ex Tis e RMI deve trovare soluzione.

Sono anni che attendono e la Regione deve fare la sua parte, portando avanti il percorso intrapreso nel 2023.

L’ho detto ieri incontrandoli e lo ripeterò ancora più forte nei prossimi giorni portando le loro istanze in Consiglio Regionale.

Parliamo di centinaia di persone che chiedono di poter lavorare con dignità e di avere certezze per il proprio futuro e per quello delle loro famiglie.

Non è accettabile che lavoratrici e lavoratori che da anni garantiscono servizi alle comunità lucane siano ancora senza prospettive e senza tutele fondamentali come ferie e malattia”.

Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, Antonico Bochicchio, che aggiunge:

“Ci sono impegni precisi assunti dalla Giunta regionale che devono essere rispettati.

I lavoratori non transitati nel progetto idraulico-forestale continuano a prestare la propria attività senza il diritto alla malattia, senza ferie, senza contributi e senza garanzie previdenziali, nonostante alle spalle abbiano spesso vent’anni di lavoro.

È una condizione che non può perdurare e che la politica ha il dovere di affrontare immediatamente.

Bisogna mettere sul tavolo soluzioni concrete alternative al progetto ASA che tengano conto delle richieste delle maestranze. Stiamo parlando di circa 650 persone che il 31 luglio vedranno scadere il progetto cui sono attualmente legate.

Il tempo delle attese è finito. Mentre in Calabria si procede con le stabilizzazioni, in Basilicata non possiamo continuare a navigare nell’incertezza.

La questione delle ex platee TIS e RMI richiede decisioni e non promesse. Servono atti concreti e tempi certi.

Per questo presenterò una mozione urgente da discutere nella prima seduta utile del Consiglio regionale affinché si apra immediatamente un tavolo di confronto e si individuino soluzioni capaci di garantire lavoro, diritti e stabilità.

Nessuno può voltarsi dall’altra parte mentre tante famiglie attendono risposte che sarebbero dovuto arrivare già da tempo”.