Il sorpasso è diventato realtà già da qualche settimana.
E i prezzi praticati alla pompa ci dicono che non si tratta di un trend passeggero.
A inizio gennaio le tariffe di benzina e diesel sono state adeguate per effetto della norma inserita nella legge di bilancio sul riallineamento delle accise.
Il risultato, si apprende da today, è che da allora la verde costa 4,05 centesimi di euro per litro in meno, mentre il gasolio è aumentato dello stesso importo.
E da un mese e mezzo a questa parte il prezzo del diesel è costantemente più alto.
Andiamo a vedere le medie del 18 febbraio, comunicate dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla “Staffetta Quotidiana”.
- Benzina self service a 1,652 euro/litro;
- Diesel self service a 1,700 euro/litro;
- Benzina servito a 1,793 euro/litro;
- Diesel servito a 1,839 euro/litro.
Questi invece sono i prezzi sulle autostrade:
- Benzina self service 1,753 euro/litro (servito 2,014),
- Gasolio self service 1,802 euro/litro (servito 2,062).
Come si può facilmente evincere dai dati, oggi tra i due carburanti c’è una differenza di circa 5 centesimi al litro a favore della benzina.
Il che vuol dire che con un’auto con 50 litri di capacità massima di serbatoio, con la verde si risparmiano circa 2,5 euro.
Il sorpasso si è concretizzato all’inizio del 2026, in concomitanza con l’entrata in vigore delle “nuove accise”, ma già da qualche tempo la forbice di prezzo tra i due carburanti si era ridotta.
Secondo i dati del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a maggio 2024 un litro di gasolio costava circa 15 centesimi in meno della benzina, ma più di un anno dopo, il 30 giugno 2025, la differenza era scesa a circa 7 centesimi.
Un avvicinamento causato almeno in parte dal primo riallineamento delle accise varato dal governo a maggio.
Allargando lo sguardo a un periodo più ampio, possiamo notare che nell’ultimo decennio il gasolio è costato quasi sempre meno della benzina, con differenze di prezzo che per lunghi periodi sono state anche superiori ai 10 centesimi al litro.
L’unica eccezione è stato il periodo immediatamente successivo all’invasione russa dell’Ucraina che ha visto le due tariffe quasi appaiarsi, con il diesel che in qualche caso era arrivato anche a essere più caro.
Oggi la situazione però sembra essersi del tutto ribaltata.
Per quanto il costo finale alla pompa sia determinato anche alla fisiologica fluttuazione dei prezzi sul mercato, appare molto difficile che con le accise parificate il gasolio possa tornare a godere di un prezzo costantemente più basso.
Lo “shift” di circa 8 centesimi totali nel carico fiscale ha annullato il suo vantaggio competitivo, che ora risente maggiormente delle quotazioni internazionali del prodotto raffinato, storicamente più alte di quelle della benzina.
Il risultato è un’inevitabile perdita di appeal delle motorizzazioni diesel che diventano sempre meno convenienti.
Prendiamo un’auto a caso: una Golf. La casa madre dichiara un consumo medio di 4,3 litri per 100 km per la versione diesel 2.0 Tdi Scr e di 5,30 litri per la versione a benzina (non ibrida) da 1,5 litri di pari cavalleria. La differenza di prezzo all’acquisto è di 3.350 euro.
Prendendo per buono il consumo medio indicato da Volkswagen e ipotizzando tariffe stabili, fare 100mila km viaggiando a gasolio viene a costare 7.310 euro contro gli 8.755 euro dell’auto a benzina.
I consumi più bassi del diesel portano a un risparmio di 1.445 euro, a fronte però di un costo dell’auto più elevato.
In sostanza per recuperare la spesa extra bisogna fare più di 200mila km. Un traguardo che la maggior parte degli automobilisti raggiunge in un paio di lustri.
Senza contare che nel lungo periodo ci espone al rischio di possibili divieti di circolazione nei centri storici.
Insomma, oggi l’acquisto di un’auto a gasolio non sembra un grande affare.
Detto ciò è anche superfluo aggiungere che nessuno sa prevedere il futuro.
Le tariffe possono variare anche per dinamiche di mercato, ma un ritorno ai tempi in cui il diesel era sinonimo di risparmio sembra poco plausibile.




























