Potenza: l’Archivio di Stato ricorda il giovane partigiano Francesco Fagà, morto da eroe nel 1943. Ecco la sua toccante storia

In occasione del 25 Aprile, l’Archivio di Stato di Potenza partecipa alle celebrazioni della Festa della Liberazione, ricordando il contributo dei cittadini lucani alla lotta di Resistenza.

La documentazione conservata nei fondi dell’Istituto, in particolare ruoli matricolari e fascicoli personali, consente di ricostruire, con rigore archivistico, percorsi individuali profondamente intrecciati con la storia nazionale.

Tra queste storie emerge quella di Francesco Fagà (Potenza, 6 aprile 1921 – Palidoro, 19 novembre 1943).

Sergente maggiore paracadutista, aderì alla formazione “Patria e Libertà”.

Arrestato per attività partigiana, fu condannato a morte.

Nel 1970 gli è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

Il suo fascicolo matricolare conserva documenti significativi, che testimoniano le vicende militari e umane di questo giovane partigiano: dal foglio matricolare ai microfilm, fino alle dichiarazioni che ricostruiscono il suo impegno e il sacrificio che lo condusse alla morte per mano nazifascista a Palidoro.

Tra i documenti più toccanti:

  • la dichiarazione del Capitano Giorgio Costanzo (27 giugno 1945) sulla fucilazione;
  • la riconferma della nomina a partigiano combattente (1960);
  • la dichiarazione della madre, Carmela Belvedere in Fagà (7 agosto 1948).

Proprio quest’ultima restituisce una testimonianza intensa e dolorosa: la mattina del 16 novembre 1943, Francesco fu prelevato dalla sua abitazione da militi della disciolta M.S.V.N. e condotto a Palidoro.

In seguito, la madre apprese della sua fucilazione.

Il parroco le consegnò gli effetti personali del figlio e le riferì le sue ultime parole: “Vostro figlio è morto da eroe, comandando lui stesso il plotone di esecuzione e gridando ‘Viva l’Italia’.”

Fascicolo matricolare del militare Francesco Fagà, classe di leva 1921
ASPZ, 𝐶𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑃𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝐹𝑎𝑠𝑐𝑖𝑐𝑜𝑙𝑖 𝑚𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑖, b. 217, f. 1442.

Documenti come questi aiutano a conoscere e comprendere meglio la nostra storia, mantenendo viva la memoria e il sacrificio di tanti.

Ecco le foto dei documenti.