“Il 29 dicembre scorso avevo espresso, con parole chiare e nette, tutta la mia profonda preoccupazione e la mia indignazione per gli sconsiderati aumenti delle rette delle Residenze socio-assistenziali per anziani non autosufficienti (RASS1), annunciati da alcuni gestori a carico delle famiglie, con importi che possono arrivare fino a 3.000 euro mensili a partire dal 1° febbraio 2026.
Sulla questione abbiamo anche presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta Regionale quali iniziative intendesse assumere per scongiurare questi rincari insostenibili e per tutelare il diritto alla cura, all’assistenza e alla dignità delle persone anziane più fragili. Purtroppo, devo constatare che da allora ad oggi non è intervenuta alcuna novità: nessuna risposta concreta, nessun atto, nessun intervento risolutivo da parte della Giunta regionale”.
Lo dichiara Piero Marrese, capogruppo di Bd in Consiglio regionale, che scrive:
“Ancora una volta anziani e famiglie vengono lasciati soli, mentre il tempo scorre inesorabilmente e la data del 1° febbraio si avvicina sempre di più.
È inaccettabile che, di fronte a una situazione così grave, la Giunta Regionale non sia ancora intervenuta per fermare aumenti che rischiano di avere conseguenze drammatiche sul piano sociale e umano.
Parliamo di persone non autosufficienti, per le quali il ricovero in una RASS1 non è una scelta, ma una necessità imprescindibile. Caricare sulle famiglie costi raddoppiati significa, di fatto, metterle con le spalle al muro.
Rinnovo con forza l’appello al Presidente Vito Bardi e all’assessore alla Salute Cosimo Latronico affinché assumano immediatamente le proprie responsabilità politiche e istituzionali, aprano un tavolo di confronto con i gestori delle RASS1 e individuino soluzioni sostenibili che evitino l’applicazione di questi aumenti.
Non possiamo permettere che gli anziani fragili diventino vittime di una vertenza economica o gestionale.
La tutela dei loro diritti fondamentali deve venire prima di tutto.
Su questa battaglia non faremo passi indietro: continueremo a incalzare la Giunta e siamo pronti, se necessario, anche a una forte mobilitazione popolare al fianco delle famiglie lucane”.




























