A Sant’Angelo Le Fratte un momento di confronto dedicato a una delle risorse più importanti della Basilicata: il tartufo. I dettagli

Ieri, sabato 7 febbraio 2026, a Sant’Angelo Le Fratte, il Comune di Carbone ha partecipato al convegno organizzato dall’Associazione Le Spore Lucane e dal Comune di Sant’Angelo Le Fratte, un momento di confronto dedicato a una delle risorse più importanti della Basilicata: il tartufo.

Nel corso del suo intervento, il Sindaco del Comune di Carbone ha ribadito la necessità di tutelare gli habitat, soprattutto in una fase segnata da significativi cambiamenti climatici, promuovendo strumenti come il fermo biologico, il rispetto rigoroso dei calendari di raccolta, il contrasto al bracconaggio e alle pratiche dannose per la rigenerazione naturale delle tartufaie.

I lavori del convegno hanno affrontato temi di grande rilievo scientifico e normativo: dal ciclo biologico dei funghi ipogei in Basilicata alle ipotesi di revisione della Legge regionale n. 35/1995, fino al ruolo strategico dell’associazionismo nello sviluppo della tartuficoltura lucana e ai contenuti culturali e turistici della filiera del tartufo.

Durante il convegno si è svolta la cerimonia ufficiale di ingresso dei Comuni della Basilicata nell’Associazione Nazionale Città del Tartufo: allo storico Comune di Carbone, già socio dell’Associazione, e alla successiva adesione della Regione Basilicata, si sono aggiunti anche i Comuni di Pisticci, Sant’Angelo Le Fratte e Scanzano Jonico.

Il Sindaco del Comune di Carbone, inoltre, ha ricordato l’esperienza del territorio del Serrapotamo, area particolarmente vocata alla produzione di tartufo bianco pregiato, dove l’Associazione Tartufai Del Serrapotamo aggrega otto Comuni e lavora concretamente alla tutela degli habitat, alla conoscenza scientifica dei suoli e alla salvaguardia delle aree tartufigene.

Il Sindaco ha, infine, concluso il proprio intervento affermando:

«Il tartufo non è un semplice prodotto: è ambiente, è cultura, è identità, è economia. Sta a noi custodirlo, proteggerlo e valorizzarlo affinché continui a essere una ricchezza condivisa e duratura per le nostre comunità.

Occorre una progettualità capace di coinvolgere coralmente l’intero territorio regionale, nel rispetto delle specificità e delle peculiarità di ogni area».