Tra il 2012 e il 2025, Potenza ha perso il 23,7% dei negozi, mentre Matera registra un calo del 17,9%: è quanto emerge dall’undicesima edizione dell‘analisi “Città e demografia d’impresa” realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio, che ha analizzato l’andamento di 18 categorie economiche in 122 città italiane, distinguendo tra centri storici e resto del territorio urbano.
In Basilicata si conferma il trend nazionale che ha visto una crescita delle vendite online e dell’e-commerce; un calo ha riguardato in particolare alcune attività tradizionali legate ai beni non alimentari: edicole, abbigliamento e calzature, mobili e ferramenta, libri e giocattoli.
In diminuzione anche bar e commercio ambulante.
In controtendenza crescono invece le attività connesse ai servizi e alla domanda turistica, come ristoranti, rosticcerie, gelaterie e pasticcerie e soprattutto le forme di ospitalità diffusa come b&b e affitti brevi.
Per Angelo Lovallo, presidente di Confcommercio Potenza:
“Questi numeri confermano che siamo di fronte a una trasformazione strutturale delle economie urbane.
La riduzione del commercio tradizionale anche nella nostra città merita grande attenzione, perché il commercio di prossimità non rappresenta soltanto un’attività economica, ma svolge anche una funzione fondamentale di presidio sociale, sicurezza urbana e qualità della vita”.




























