Caritas diocesana di Potenza: “Il lavoro non sia un ricatto per la sopravvivenza”. Ecco i dettagli

Di seguito il messaggio della Caritas diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo:

“Il lavoro non è un numero su un foglio di calcolo, né un ingranaggio silenzioso nel motore della produttività. Il lavoro è l’uomo.

È il sudore che nobilita, è il pane quotidiano.

È, prima di ogni altra cosa, la forma più alta di cittadinanza e di partecipazione al bene comune.

Come Caritas non possiamo celebrare questa giornata senza volgere lo sguardo alle ferite della nostra società.

Non possiamo restare in silenzio davanti alle difficoltà di accesso al mondo del lavoro.

Non possiamo, al tempo stesso, esimerci dal porre l’attenzione sulla piaga del lavoro povero e sottopagato.

È il paradosso di un’epoca che ha trasformato il diritto al lavoro in un ricatto per la sopravvivenza.

Oggi – e non solo oggi – denunciamo con forza lo sfruttamento che si nasconde dietro turni infiniti e paghe orarie che offendono il valore della persona.

Non esiste dignità dove il salario non permetta di curarsi e di vivere senza l’angoscia del domani.

Come comunità diocesana siamo chiamati ad essere voce di chi non ne ha: celebrare il lavoro significa lottare perché esso non sia strumento di schiavitù.

Significa pretendere sicurezza e tutele che non siano privilegi, ma fondamenta.

Significa ricordare che dietro ogni ‘basso costo’ c’è spesso un alto prezzo pagato da un uomo o da una donna.

Il nostro augurio per questo Primo Maggio è che la politica, le imprese, le parti sociali e ogni singolo cittadino si facciano custodi della dignità altrui”.