Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa consiglieri Angela Blasi, Mirko Giordano, Rocco Pergola, Micaela Triunfo:
“Il Consiglio comunale di Potenza nell’ultima seduta del 29 aprile 2026 ha approvato l’Ordine del Giorno sulla crisi in Medio Oriente, a prima firma del consigliere Mirko Giordano.
Un risultato importante, che il gruppo consiliare “La Potenza dei Cittadini – Potenza Democratica” accoglie con grande soddisfazione. Il documento ha ottenuto il voto favorevole di tutta la maggioranza e di una parte dell’opposizione, a conferma della rilevanza e della trasversalità dei temi affrontati.
Si tratta di un atto dal forte valore politico e simbolico.
Di fronte a crisi internazionali di questa portata, il silenzio delle istituzioni non è neutralità, ma una rinuncia alla responsabilità. Anche un Consiglio comunale, pur nella sua dimensione locale, ha il dovere e il diritto di affrontare questi temi, di fornire chiavi di lettura, di assumere posizioni chiare e di contribuire a orientare la propria comunità.
In Consiglio comunale questo impegno è stato ribadito con chiarezza: dire no alla guerra. Perché la guerra in Medio Oriente, così come quella in Ucraina e tutte le guerre, sono sempre e comunque una sconfitta.
Gli ultimi sviluppi confermano quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione.
L’intercettazione della Global Sumud Flotilla nel Mediterraneo orientale, da parte della marina israeliana, rappresenta un episodio grave che riaccende ulteriormente la tensione.
Secondo quanto riportato, diverse imbarcazioni dirette verso la Striscia di Gaza con finalità umanitarie sono state intercettate e abbordate anche in acque internazionali, con il fermo degli attivisti a bordo.
Si tratta di fatti che pongono interrogativi profondi sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali.
Le modalità di intervento, così come denunciate dalle organizzazioni coinvolte, richiamano possibili violazioni di principi fondamentali sanciti anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, a partire dal diritto alla vita e al divieto di trattamenti inumani o degradanti.
Di fronte a immagini che raccontano di civili colpiti, bambini affamati, popolazioni martoriate, non è possibile restare indifferenti. Nulla è lontano, tutto ci riguarda. E proprio per questo le istituzioni hanno il dovere di non restare in silenzio.
L’Ordine del Giorno tiene insieme due principi fondamentali: da un lato la condanna netta di ogni violazione dei diritti umani e dei regimi autoritari; dall’altro la convinzione altrettanto ferma che la risposta a tutto questo non possa essere una risposta militare unilaterale, fuori dal diritto internazionale, che rischia di alimentare una spirale incontrollabile di violenza.
Perché la sicurezza non si costruisce fuori dal diritto. Non si costruisce senza proporzionalità. E soprattutto non si costruisce mettendo a rischio milioni di civili innocenti.
Per tutte queste ragioni, il documento richiama con forza un principio scolpito nella nostra Costituzione, all’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Un principio che deve continuare a guidare le scelte politiche e istituzionali.
Serve oggi più che mai una iniziativa diplomatica forte, credibile e autonoma. Serve rilanciare il ruolo delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, affinché tornino ad essere protagoniste di un percorso concreto di de-escalation e dialogo.
Ma questo atto ha anche un valore educativo e civile. In un tempo in cui il rischio più grande è l’assuefazione alla guerra, le istituzioni hanno il dovere di reagire, di affermare con chiarezza da che parte stanno, di costruire una coscienza collettiva fondata sulla pace, sul rispetto e sulla dignità umana.
Il Consiglio comunale di Potenza ha voluto così far sentire una voce chiara.
Non è un gesto formale. È una scelta. Una presa di posizione politica e civile.
Noi non ci tiriamo indietro”.



























