Tra il 20 e il 25 aprile 2026 si dovrebbe tenere uno sciopero nazionale degli autotrasportatori che potrebbe causare gravi disagi in tutta Italia.
Il rischio è che, durante la settimana, ci sia una carenza di prodotti sugli scaffali dei supermercati e dei negozi a causa del blocco della logistica a livello nazionale.
Lo sciopero. fa sapere quifinanza, era inizialmente previsto tra il 14 e il 18 aprile, in concomitanza con quello siciliano, ma la Commissione di garanzia per gli scioperi l’ha rimandato.
Gli autotrasportatori sciopereranno contro gli aumenti del gasolio dovuti alla guerra in Medio Oriente e al blocco dello stretto di Hormuz.
La protesta è iniziata dalla Sicilia, dove la mobilitazione terminerà domani 18 aprile, e si è poi estesa a livello nazionale.
Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato Trasportounito Fiap e dovrebbe coinvolgere tutti gli autotrasportatori a livello nazionale, almeno potenzialmente. Gli orari precisi della mobilitazione sono:
- inizio dello sciopero, 00:00 del 20 aprile;
- termine dello sciopero: 24:00 del 25 aprile.
Si tratta di uno sciopero che riguarda esclusivamente i trasporti su gomma.
Gli autotrasportatori protestano aumenti del gasolio, che sono arrivati a 40 centesimi al litro rispetto a prima della guerra, e di una mancanza di interventi da parte del Governo.
L’esecutivo ha in realtà già effettuato un taglio delle accise molto dispendioso per contrastare gli aumenti.
Le modifiche del prezzo sono dovute all’aumento del prezzo del petrolio a livello internazionale, conseguenza del blocco dello stretto di Hormuz.
Il passaggio è bloccato sia dall’Iran, che è stato attaccato dagli Stati Uniti e da Israele a inizio marzo, sia dagli Usa stessi.
Nella giornata di oggi dovrebbe tenersi una “Conferenza dei Paesi non belligeranti” in cui gli Stati europei tenteranno di elaborare un piano per superare il blocco.
Lo sciopero degli autotrasportatori potrebbe avere due conseguenze principali.
La prima, e più probabile, è un aumento dei prezzi delle merci nel periodo dello sciopero, a causa di un calo dell’offerta.
La merce potrebbe non arrivare nei negozi e quindi quella disponibile finirebbe per costare di più.
Un altro scenario, più improbabile, è quello degli “scaffali vuoti“.
Questa situazione potrebbe verificarsi soprattutto in caso di un picco di acquisti anomalo dovuto alla paura dello sciopero stesso. Il blocco dei trasporti potrebbe lasciare determinati negozi senza prodotti e con le scorte esaurite.
La Commissione di garanzia scioperi ha diramato una nota in cui critica alcuni dettagli della mobilitazione, che non avrebbero rispettato le norme di legge previste per scioperi in settori così delicati.
Inizialmente, infatti, lo sciopero era previsto tra il 14 e il 18 aprile, nello stesso periodo della mobilitazione avvenuta in Sicilia.
Il preavviso con cui il sindacato aveva annunciato lo sciopero, però, non era sufficiente.
Nel settore dei trasporti su gomma, infatti, è necessario un preavviso di 25 giorni, proprio per permettere ai negozi e alle aziende di prepararsi alle giornate senza consegne di merci.
Così la mobilitazione è stata posticipata fino alle date annunciate, tra il 20 e il 25 aprile.




























