Eseguita per la prima volta in Basilicata, nella Cardiologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, una procedura di ablazione della fibrillazione atriale mediante elettroporazione, una tecnica di ultima generazione per il trattamento delle aritmie cardiache.
“Questo risultato è il frutto di una programmazione strategica orientata al potenziamento dell’offerta assistenziale, che passa attraverso investimenti mirati in tecnologie avanzate, nel reclutamento di professionisti altamente qualificati e nella valorizzazione delle competenze interne”, dichiara il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera.
L’introduzione di metodiche all’avanguardia come l’elettroporazione – prosegue il Dg Spera – consente non solo di migliorare l’efficacia clinica e la sicurezza delle procedure, ma anche di rafforzare il ruolo dell’Aor San Carlo come punto di riferimento nel Mezzogiorno per la cardiologia interventistica, come evidenziato dal Piano Nazionale Esiti di Agenas.
Continueremo a lavorare con determinazione per assicurare standard di cura sempre più elevati, in linea con i migliori centri nazionali”.
“Questo intervento rappresenta un ulteriore passo in avanti nel percorso di crescita della sanità lucana e testimonia la capacità del sistema regionale di offrire cure di elevata complessità sul proprio territorio.
L’Aor San Carlo si conferma una struttura di riferimento nel Mezzogiorno, grazie a un patrimonio di competenze professionali, organizzative e tecnologiche che consente di competere con i migliori centri nazionali.
Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutta l’équipe coinvolta: medici, anestesisti, infermieri e tecnici che, con professionalità, dedizione e spirito di squadra, rendono possibili risultati di questo livello.
In Basilicata abbiamo professionisti capaci ed eccellenze che vanno sostenute e valorizzate, perché rappresentano la vera forza del nostro servizio sanitario pubblico”, dichiara l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico.
La fibrillazione atriale rappresenta l’aritmia cardiaca più frequente ed è caratterizzata da una contrazione irregolare e disorganizzata degli atri, con conseguente riduzione dell’efficienza della funzione di pompa del cuore. La patologia può manifestarsi con sintomi quali palpitazioni, affaticamento, debolezza, vertigini, sincope, dolore toracico e difficoltà respiratoria, ed è associata a un significativo aumento del rischio di ictus e di scompenso cardiaco.
La sua incidenza è elevata non solo nei pazienti affetti da cardiopatie, ma anche in presenza di ipertensione, insufficienza respiratoria o ipertiroidismo. Il trattamento prevede inizialmente la gestione farmacologica dei fattori predisponenti e delle complicanze, nonché l’impiego di farmaci antiaritmici.
Nei casi in cui la terapia farmacologica risulti inefficace o non tollerata, o in presenza di scompenso cardiaco, è indicato il ricorso a procedure interventistiche di ablazione.
“In questi casi l’ablazione endovascolare consente di interrompere i segnali elettrici anomali responsabili dell’aritmia e di ripristinare il normale ritmo cardiaco”, spiega il professor Eugenio Stabile, ordinario di Cardiologia all’Università degli Studi della Basilicata e direttore della unità operativa complessa di Cardiologia dell’ospedale San Carlo di Potenza.
La procedura è stata eseguita nei giorni scorsi dal dottor Giovanni Donnici, responsabile per il trattamento endovascolare delle tachicardie nella stessa unità operativa di Cardiologia del San Carlo, con il supporto anestesiologico del dottor Angelo Covino e dell’équipe infermieristica e tecnica del Laboratorio.
“L’ablazione mediante elettroporazione utilizza campi elettrici pulsati ad alto voltaggio che consentono un’azione selettiva sulle cellule responsabili dell’aritmia, riducendo il rischio di danni ai tessuti circostanti”, sottolinea il dottor Donnici.
“Rispetto alle tecniche tradizionali, la procedura risulta più rapida, meglio tollerata dal paziente e associata a minori complicanze, mantenendo un’elevata efficacia clinica. Siamo riusciti a trattare l’aritmia in modo efficace in tempi molto contenuti, garantendo maggiore precisione e un miglior comfort per il paziente”, aggiunge il dottor Donnici.
L’introduzione di questa metodica colloca la Cardiologia dell’Aor San Carlo tra i centri di riferimento nazionali per il trattamento delle aritmie complesse.
“Oggi il nostro centro è in grado di trattare quotidianamente tutte le principali aritmie cardiache con risultati eccellenti sia nel breve che nel lungo termine”, conclude il professor Stabile. “Questo è il frutto del lavoro di un’équipe altamente specializzata e degli importanti investimenti in tecnologia e risorse umane effettuati dalla direzione strategica dell’Azienda, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni di salute della popolazione lucana e ridurre la mobilità sanitaria”.




























