“Da anni, e ancor più dall’inizio della legislatura, continuo a battermi per dare una conclusione degna a una ferita ambientale ed economica, sociale e culturale che rappresenta l’ex Pa.Ma.Fi. La politica, e in questo caso il Governo della Regione, dovrebbero sentire l’ansia di provare, e a volte riuscire, a trasformare luoghi dal presunto inesorabile destino al riscatto e quindi alla speranza“.
Lo dichiara il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che prosegue:
“E meno male che non si molla perché, dopo le verifiche di ARPAB sull’area ex Pa.Ma.Fi, che abbiamo anche attenzionato, va chiusa la procedura con i liquidatori.
Perché non si convoca la riunione e non si chiude?
Si attende da tempo, troppo tempo, l’assestamento e la definitiva collocazione amministrativa e funzionale del provveditorato: il passaggio di competenze da una direzione generale a un’altra.
Ora davvero non è più sostenibile questa situazione.
E non lo è per una comunità come Maratea, a cui credo non interessino spiccioli e dichiarazioni patinate.
È scomparso dai radar il tema della SS 18. A che punto siamo?
Aspettiamo l’estate prossima?
Pende una richiesta di audizione dell’assessore Pepe in commissione.
E vogliamo parlare della gestione della vicenda porto?
O del fatto che serve tenere sotto attenzione lo sviluppo strutturale del Cristo Redentore, per investimenti sempre più urgenti e necessari? E potremmo aggiungere altro.
L’abbiamo chiamata Agenda Maratea perché sia un impegno giornaliero e non in prossimità di eventi, dell’estate e di scadenze elettorali”.




























