Il Codacons lancia l’allarme su una nuova e insidiosa generazione di truffe digitali che si stanno diffondendo rapidamente attraverso le principali piattaforme di messaggistica istantanea, in particolare WhatsApp e Telegram.
Organizzazioni criminali sempre più strutturate sfruttano sistemi basati su intelligenza artificiale per instaurare conversazioni credibili con gli utenti e spingerli a effettuare investimenti inesistenti.
Il raggiro parte spesso da un messaggio apparentemente innocuo inviato da un numero sconosciuto, con una semplice domanda o un contatto casuale.
Dopo il primo scambio, la conversazione prosegue con toni cordiali e rassicuranti e il profilo appare credibile: fotografie curate, stati aggiornati e informazioni personali che fanno pensare a una persona reale.
In molti casi, osservando la foto del profilo o lo stato dell’account, gli utenti sono portati a credere di dialogare con una giovane donna che vive o lavora all’estero, ma non mancano situazioni in cui il profilo appare maschile o comunque costruito per risultare affidabile.
Il Codacons rileva, tuttavia, che sempre più frequentemente dietro questi messaggi non vi è alcuna persona reale: si tratta di sistemi automatizzati basati su intelligenza artificiale, capaci di gestire contemporaneamente migliaia di conversazioni e di adattare le risposte in modo naturale, raccogliendo nel frattempo informazioni personali sulle potenziali vittime.
La conversazione può proseguire per giorni o settimane, instaurando gradualmente un clima di fiducia e confidenza.
Il Codacons spiega che proprio questa fase rappresenta il cuore del raggiro: gli interlocutori cercano di costruire un rapporto personale con la vittima prima di introdurre l’argomento dei presunti guadagni o delle opportunità finanziarie.
Solo successivamente emerge infatti la proposta di partecipare a investimenti online, spesso collegati alle criptovalute o a piattaforme di trading, con la promessa di guadagni facili e apparentemente sicuri.
Alle vittime vengono mostrati grafici o applicazioni che simulano l’aumento del capitale investito dopo piccoli versamenti iniziali.
Il Codacons segnala che tali piattaforme risultano in molti casi completamente manipolate e mostrano dati fittizi creati appositamente per convincere le vittime a versare somme sempre più elevate.
Quando però si tenta di recuperare il denaro, iniziano a comparire richieste di ulteriori versamenti per presunte commissioni o per lo “sblocco” del conto, fino alla scomparsa improvvisa degli interlocutori.
Il fenomeno, segnalato in forte crescita a livello internazionale, sta coinvolgendo sempre più utenti anche in Italia, complice la diffusione delle piattaforme di messaggistica e l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale capaci di simulare conversazioni umane.
Spiega Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons:
“Ci troviamo di fronte a una evoluzione delle truffe online sempre più sofisticata perché le organizzazioni criminali sfruttano oggi l’intelligenza artificiale per simulare conversazioni umane credibili e instaurare relazioni virtuali con le vittime.
Molti utenti, osservando una foto di profilo o uno stato apparentemente autentico, sono convinti di parlare con una persona reale, spesso una donna cordiale e disponibile, mentre in realtà dietro quei messaggi può esserci un chatbot programmato per ingannare gli utenti o un’intera rete criminale che gestisce migliaia di contatti contemporaneamente.
Per questo invitiamo i cittadini a diffidare sempre da chi, conosciuto online da pochi giorni, promette guadagni facili o cerca di instaurare rapidamente un rapporto di fiducia attraverso piattaforme di messaggistica privata”.
Il Codacons invita quindi i consumatori a prestare la massima attenzione, a non condividere informazioni personali o finanziarie con sconosciuti incontrati online e a diffidare di qualsiasi proposta di investimento ricevuta attraverso chat o social network.
Per segnalare tentativi di truffa o ricevere assistenza è possibile contattare il Codacons scrivendo all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com oppure tramite WhatsApp al numero 3715201706 per ricevere supporto nella tutela dei propri diritti.




























