Nel pomeriggio di ieri, 12 Marzo presso il Centro Visite di S. Severino Lucano, si è svolto il secondo appuntamento del percorso, “Crescere Insieme” di Medihospes, rivolto alle famiglie con background migratorio del Centro SAI di San Severino Lucano, ed a quelle dell centro di Senise.
Con la presenza dell’equipe che li segue.
E’ prevista inoltre, nel percorso, la partecipazione dei nuclei familiari dei residenti dei rispettivi comuni, per formare sulla genitorialità tutti insieme, e poter scegliere consapevolmente lo stile educativo più adatto per i propri figli.
In questa seconda data, sono intervenute in qualità di esperte, la Dott.ssa Ada Nubile Presidente CIF di Latronico, Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa. il CIF, Centro Italiano Femminile, da più di ottanta anni, informa su tematiche rilevanti per l’opinione pubblica ed in particolare, cambiamenti e miglioramenti per la vita della donna e delle famiglie e quindi ben conosce i problemi sociali che vivono i genitori e figli.
Presente anche la Dott.ssa Annalisa Graziadio, Psicologa dell’equipe multidisciplinare per Medihospes, che segue i beneficiari SAI e conosce la storia di ognuno di loro e può così coadiuvare questa attività formativa.
Il tema principale affrontato in questo incontro è stato “ la relazione empatica”, cioè come ci poniamo verso gli altri. La domanda posta ad ognuno è stata: quanto siamo empatici? Per Empatia si intende “mettersi nei panni degli altri” , immedesimarsi.
Difronte ad una situazione di bisogno, tendiamo ad aiutare o ad essere indifferenti? Chi aiuta è empatico, poichè comprende cosa sta vivendo e provando l’altro. La Dott.ssa Ada Nubile, ha spiegato inoltre, che l’empatia è la sola a poter unire i popoli, la gente.
Oggi da un lato, la società civile ci vede “connessi” tra di noi, ma soltanto tramite “social”, mentre nella realtà, in pochi si adoperano nel soccorso altrui. Per far meglio capire il concetto, è stato proiettato un video dove si vedevano persone che aiutavano chi era in difficoltà ed altri,
che rimanevano distaccati ignorando l’importanza della vicinanza in momenti difficili. Continuando la Nubile, ha sottolineato l’importanza dell’immedesimarsi negli altri, e di quanto questa si sia rivelata fondamentale nel corso del tempo. Attraverso studi scientifici, è stato dimostrato, che soprattutto nelle dinamiche della famiglia, la comprensione profonda dello stato d’animo, favorisce un legame solido tra i componenti.
Un buon genitore può dirsi tale solo se è dotato di questa caratteristica, che gli permette di capire pienamente se il figlio abbia bisogno di aiuto prima che venga formulata ogni richiesta. Come ribadito nel corso dell’incontro, queste tematiche sono importanti per tutte le famiglie, perchè sono universali.
E’ risaputo anche che i genitori e figli provenienti da altri paesi con culture diverse, incontreranno certamente difficoltà maggiori nell’educare. Medihospes, che conosce attentamente da tempo queste problematiche legate al fenomeno migratorio, ha voluto così tendere una mano e agevolare il compito, intraprendendo questo percorso attuato da ottimi professionisti e che con la partecipazione di altre famiglie del territorio garantisce sicuramente, l’inclusione sociale piena.
Importante il supporto della Dott.ssa Annalisa Graziadio,Psicologa per i beneficiari del progetto Medihospes, che ha aiutato loro a vincere la timidezza, l’imbarazzo, di parlare delle proprie difficoltà che hanno incontrato una volta arrivati in Italia e che, magari, incontrano ancora oggi.
Queste persone, è doveroso dirlo sempre, giunte in un Paese straniero, dopo viaggi impossibili, si sentono smarrite, come potrebbe accadere ad ognuno di noi e cercano di socializzare.
Nonostante conoscano poco la lingua, provano a comunicare. Se noi a volte, invece di rispondere al saluto, le ignoriamo, quasi avendo paura, come se rappresentassero una minaccia per la nostra incolumità, diamo loro un grande dispiacere e complichiamo la loro socializzazione. Se invece provassimo ad immedesimarci, ad essere empatici, e riflettendo su cosa hanno patito e da dove sono arrivati e come sono giunti a noi, sicuramente quando un ragazzo straniero provasse a salutarci, pur solo con un gesto, gli risponderemmo.
Le “cicatrici” che portano nel proprio animo meritano il nostro rispetto, non la paura ed abbiamo il dovere civile e morale di ricambiare il saluto.
Abbassare la testa ed ignorare questo gesto amichevole, alzando un “muro”, dimostra soltanto inciviltà. Come potranno mai imparare a vivere le nostre tradizioni se qualcuno non gliele spiega, e quindi inizia a dialogare con loro, senza alcun timore? Aiutiamoli a sentirsi parte di un Paese, solo così potranno diventare ottimi cittadini e famiglie in armonia. Anche la scienza lo dice.
Chi riesce a socializzare vive più felice, più a lungo e si ammala meno.
Altro tema importante già discusso nel primo incontro e ripreso in questo successivo è quello degli stili genitoriali.
E’ necessario, non essere troppo permissivi, altrimenti il bambino crescerà senza comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, pretendendo sempre di più e distaccandosi completamente dalla realtà.
Concedere il giusto, motivando ogni scelta ed ogni decisione genitoriale, affinché già da piccoli si sviluppi una “coscienza” del limite, ciò che si può fare e ciò che non è consentito.
In conclusione, che siate italiani o persone provenienti da altri paesi, abbiate sempre un atteggiamento positivo, salutando anche solo con un gesto. Questo favorirà l’avvicinarsi degli altri che vedendo gentilezza, non potranno certo aver paura di rivolgervi un saluto. Altro concetto da ricordare: empatia.
Per i genitori, il consiglio è di essere autorevoli, cioè guadagnarsi la fiducia e il rispetto dei propri figli e non autoritari.




























