Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa di Federconsumatori Basilicata.
Scrive Federconsumatori Basilicata:
“È stato un vero e proprio Lunedì nero per i consumatori e le consumatrici della Basilicata, costretti a fare i conti con un’impennata dei prezzi dei carburanti che non ha precedenti recenti nella nostra Regione.
Secondo una rilevazione effettuata da Federconsumatori Basilicata, questa mattina il 95% dei 218 distributori lucani di gasolio self ha raggiunto o superato la soglia dei 2 euro al litro.
Una percentuale altissima, che conferma una dinamica speculativa ormai evidente e che sta mettendo in seria difficoltà famiglie, lavoratori e imprese.
Il quadro è omogeneamente negativo, con picchi particolarmente preoccupanti nelle aree interne e lungo le principali arterie di collegamento.
In diversi casi sono stati registrati prezzi superiori ai 2,10 euro, mentre in almeno una decina di distributori la soglia dei 2,20 euro è stata superata.
La situazione migliore – se così si può dire – si registra nei centri maggiori, dove comunque la quasi totalità delle pompe self si colloca tra 1,99 e 2,05 euro.
Ancora più complessa la condizione dei distributori che espongono prezzi insolitamente bassi: in diversi casi i tentativi di contatto telefonico si sono rivelati impossibili, tra numeri inattivi, centralini non funzionanti o sistemi automatizzati privi di informazioni sui prezzi.
Una condizione che rende necessarie verifiche dirette e approfondite.
Non va meglio sul fronte della benzina: oltre il 20% dei distributori lucani ha superato la soglia di 1,90 euro al litro, con punte oltre i 2 euro in alcune aree del potentino e del materano.
Il record negativo registrato oggi riguarda un distributore dell’area sud della Regione, dove la benzina self ha toccato 2,12 euro al litro.
Questi numeri confermano che la Basilicata sta vivendo una fase estremamente critica.
L’aumento dei carburanti non è un fenomeno isolato: produce un effetto domino su tutti i prezzi, dai beni alimentari ai servizi essenziali, fino alle bollette di luce e gas.
Sappiamo bene cosa è accaduto tra il 2021 e il 2023, quando l’inflazione galoppante erose il potere d’acquisto delle famiglie italiane e lucane: i salari persero circa il 9% di valore reale, aumentò la povertà e peggiorarono le condizioni di vita di migliaia di persone.
Gli effetti di quel periodo sono ancora oggi evidenti.
Ad oggi è mancata qualsiasi iniziativa concreta da parte del Governo per contrastare le speculazioni delle compagnie petrolifere, che continuano a registrare margini elevatissimi.
Federconsumatori Basilicata ritiene urgente:
- una riduzione delle accise di almeno 20 centesimi al litro;
- un rafforzamento dei controlli contro le speculazioni;
- una maggiore trasparenza sui prezzi praticati;
- un coinvolgimento attivo della Regione Basilicata e degli Enti Locali per monitorare il territorio e tutelare i cittadini.
La Basilicata, il Texas d’Italia prima Regione in Italia per estrazioni e apporto al fabbisogno nazionale di greggio non può permettersi di assistere passivamente a un aumento dei prezzi che rischia di aggravare ulteriormente una situazione economica già fragile”.




























