Arriva la tassa sui pacchi: 2 euro in più per questi acquisti online. Ecco come funziona

A partire dal 1° gennaio 2026, fare acquisti online da paesi extra-UE costa un po’ di più.

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, cambia il regime applicabile alle spedizioni di piccolo valore provenienti da Paesi extra Unione Europea. Tra le novità più rilevanti per consumatori e operatori del commercio elettronico figura l’introduzione di un contributo fisso di 2 euro per ogni pacco, destinato a coprire le spese amministrative doganali.

Una misura che, pur essendo formalmente a carico della spedizione, rischia di tradursi in un costo aggiuntivo per chi acquista online.

La Legge di Bilancio 2026 ha istituito un contributo pari a 2 euro per le spedizioni in arrivo da Paesi non appartenenti all’Unione Europea, a condizione che il valore dichiarato della merce non superi i 150 euro.

Si tratta, come fa sapere virgilio notizie, della soglia entro la quale, fino al 31 dicembre 2025, le merci beneficiavano di un regime doganale semplificato ed erano esonerate dal pagamento dei dazi.

Il contributo è dovuto indipendentemente dalla tipologia di merce e viene riscosso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al momento dell’importazione definitiva.

L’obiettivo dichiarato è coprire i costi amministrativi legati alla gestione di un numero crescente di spedizioni di modico valore, in larga parte legate all’e-commerce internazionale.

In una circolare, l’Agenzia delle Dogane ha precisato l’ambito di applicazione della norma. Il contributo di 2 euro è dovuto a prescindere dalla natura della transazione sottostante e si applica a:

  • spedizioni destinate a consumatori finali, tipiche del commercio elettronico business to consumer
  • spedizioni destinate a operatori commerciali, comprese quelle business to business
  • invii tra privati, anche in assenza di finalità commerciali

Il contributo è richiesto per tutte le spedizioni dichiarate per l’immissione in libera pratica, quindi per l’importazione vera e propria delle merci.

Sono invece escluse le merci trasportate al seguito dei passeggeri e sdoganate con dichiarazione verbale, in quanto non rientrano nella definizione di “spedizione” prevista dalla norma.

Formalmente il contributo è legato alla spedizione, ma nella pratica il costo potrà essere ribaltato sul cliente finale.

Molto dipenderà dalle scelte degli operatori logistici e delle piattaforme di e-commerce, che potranno decidere se assorbire il contributo, trasferirlo integralmente sull’acquirente o suddividerlo tra venditore e cliente.

Il rischio concreto è che il contributo diventi un aumento generalizzato dei costi per chi acquista online da Paesi extra UE, in particolare dalle grandi piattaforme asiatiche specializzate in prodotti a basso prezzo.

L’Agenzia delle Dogane ha, inoltre, introdotto un periodo transitorio per consentire agli operatori di adeguare i sistemi informativi.

Le spedizioni di valore inferiore a 150 euro registrate tra il 1° gennaio e il 28 febbraio 2026 non saranno soggette a sanzioni.